Riforma elettorale, Di Stefano (FI): ''Dal No, alla sovranità popolare col proporzionale'' [VIDEO]

22 dicembre 2016 ore 13:11, intelligo
di Stefano Ursi

Una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per spiegare le ragioni di un percorso di riforme, di una legge elettorale che permetta la nascita di una legislatura ''costituente'' e restituisca al Paese la propria rappresentatività. Al tavolo siedono i parlamentari Fabrizio di Stefano, Paolo Russo, Pietro Laffranco, Alberto Giorgetti, Luigi Cesaro, Basilio Catanoso, Carlo Sarro e Riccardo Gallo. IntelligoNews ha chiesto all'On. Di Stefano (FI) quale sia l'esigenza da cui parte questo progetto: ''Rispettare – ha spiegato – il segnale che gli italiani hanno voluto lanciare con il No al referendum''.

Una legislatura ''costituente'', ripartire dal No al referendum per arrivare alla riforma elettorale: da dove nasce questa esigenza?

''Noi riteniamo, come giustamente ha detto il Presidente Berlusconi, che il processo riformatore sia necessario in Italia: se è stata partorita una pessima riforma questo non significa che le riforme non debbano essere fatte. E visto che il prossimo Parlamento dovrà avere anche questa mission, è necessario che la sua composizione sia quanto più capace di rispecchiare il gradimento degli italiani''.

Dunque le parole di Berlusconi, relative al sostegno ai provvedimenti ''positivi'' del Governo Gentiloni, potranno facilitare questo processo?

Riforma elettorale, Di Stefano (FI): ''Dal No, alla sovranità popolare col proporzionale'' [VIDEO]
''Noi ci siamo soffermati, per ora, sulla legge elettorale. Perché riteniamo necessaria, conseguentemente a quanto detto, la presenza di una normativa di tipo proporzionale, onde avere un quadro il più rappresentativo possibile dello spaccato nazionale, non falsato da premi di maggioranza o altri meccanismi. E sempre sulla linea di restituire rappresentatività alla volontà popolare, la necessità è che vengano reintrodotte le preferenze. Un'idea che va nella direzione di rispettare il segnale che gli italiani hanno voluto lanciare con il No al referendum: quando i cittadini hanno capito che si andava a mettere ulteriormente a rischio la loro possibilità di incidere sulle scelte, e di decidere i propri rappresentanti con un Senato eletto in quel modo, sono andati in massa a votare e hanno dato un segnale ben chiaro. E poi annuncio, sempre in relazione all'esito referendario, che a breve daremo vita ad una proposta affinché anche le province, che con la Delrio soto state modificate, possano tornare ad essere oggetto di espressione popolare, di voto diretto''.

Che sistema emerge dalla vostra proposta di legge elettorale: bipolare o tripolare?

''Appare piuttosto chiaro, seguendo il nostro ragionamento, che se oggi si vuole seguire la volontà degli italiani non si può non tenere in considerazione che il sistema è già, sostanzialmente, passato da bipolare a tripolare. E da parte nostra c'è la bocciatura del Mattarellum, che permetterebbe, per fare un esempio, di vincere in parecchi seggi anche con meno del 30%, il che non integra, quanto a numeri che si andrebbero a creare in Parlamento, una corretta e reale rappresentazione della volontà degli italiani''.


autore / intelligo
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