Stadio Roma, Sibilia (M5S): "Così lo faremo senza speculazioni. Noi diversi da scissionisti Pd"

22 febbraio 2017 ore 13:28, Adriano Scianca
"La volontà di fare lo stadio c'è, ma bisogna salvaguardare la nostra politica". È l'opinione del deputato del M5S, Carlo Sibilia, che a IntelligoNews dice: "Grillo sembra un salvatore? È anche un po' colpa nostra. L'importante è crescere e capire che bisogna far tesoro delle opinioni differenti". 

Stadio Roma, Sibilia (M5S): 'Così lo faremo senza speculazioni. Noi diversi da scissionisti Pd'

Ci spiega a che punto è la decisione sul nuovo stadio?

«La riunione che ha avuto Grillo con la giunta romana mi sembra abbastanza proficua, sono stati sciolti alcuni nodi. È evidente che nel progetto presentato ci siano delle criticità, credo siano allo studio delle soluzioni differenti. La volontà di fare lo stadio c'è, ma bisogna salvaguardare la nostra politica, quella dell'impatto zero, del cemento zero, di un lavoro fatto con tutti i crismi e senza speculazioni».

Però l'impressione è che senza l'intervento salvifico di Grillo non si smuovano le cose.

«È un'impressione che può derivare un po' dalla stampa, un po' per colpa nostra. L'importante è crescere e capire che bisogna far tesoro delle opinioni differenti. Non dobbiamo fare la fine degli scissionisti del Pd. Lì c'è uno spettacolo indecoroso, i problemi interni sulle poltrone diventano problemi del Paese. Noi non dobbiamo seguire questo esempio, dobbiamo uscire compatti da questa vicenda».

Ha fatto discutere anche la presa di posizione in favore dei tassisti.

«La vicenda è molto chiara: la norma aggiunta nel Milleproroghe viene inserita senza interpellare le categorie. È un'imposizione dall'alto. Questa cosa ha chiaramente creato delle proteste nelle categorie. Poi, per carità, condanniamo la degenerazione delle proteste, ma la degenerazione non deve far passare in secondo piano le ragioni della protesta. Bisogna cancellare quella norma e tutelare il lavoro, punto e basta».

Il Pd è in crisi, il centrodestra non ha leader. È il vostro momento, siete pronti a governare?

«Noi abbiamo lavorato per questo. È chiaro che c'è un sistema che lavora contro questo fatto. Noi lo diciamo da quasi 10 anni che i partiti sono in via di decomposizione. Ora il rischio maggiore è quello di fare come loro. L'unico nemico del M5S è solo il M5S. Noi stiamo lavorando affinché questo non accada e aspettiamo la prossima tornata elettorale per avere un successo schiacciante, l'obbiettivo è il 40%».

Sembra che lei avverta un rischio di "normalizzazione" del movimento. È così?

«Credo non occorra essere ottimista a prescindere, bisogna sempre tenere d'occhio le possibili difficoltà. Il sistema è fatto per farti diventare come il sistema, non certo per essere cambiato. Dobbiamo capire quali sono questi rischi e affrontarli con consapevolezza. Ogni giorno si deve fare un duro lavoro affinché il M5S rimanga com'è, puro, e non si limiti a cambiare semplicemente le persone, ma cambi il Paese. Lo dico per senso di responsabilità»
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