Isis-armi chimiche, per G. Chiesa: "Laboratori del terrore con specialisti occidentali"

22 maggio 2017 ore 13:26, Americo Mascarucci
Secondo il quotidiano britannico Times, i jihadisti del Califfo Al Baghdadi avrebbero sperimentato alcune armi chimiche sui loro prigionieri, sfruttate come vere e proprie "cavie umane" e morte dopo un'agonia lunga anche dieci giorni. La scoperta sarebbe stata fatta all'università di Mosul, la "capitale" dell'Isis in Iraq. Nell'ateneo, sarebbero stati trovati dalle forze speciali di Bagdad documenti che testimonierebbero questi mostruosi esperimenti e l'obiettivo dell'Isis di utilizzare queste armi chimiche in Occidente, sciogliendole e nei liquidi in generale. Una notizia che sembra ricordare gli orrori del nazismo nei campi di sterminio e gli esperimenti atroci compiuti dall’esercito giapponese dell’unità 731 . Quanto è credibile questa notizia? Porterà anche a ripensare il giudizio negativo dell’Occidente su Bashar Al Assad? Intelligonews lo ha chiesto a Giulietto Chiesa, giornalista esperto di scenari geopolitici.

Il Times rivela come l’Isis abbia tastato l’efficienza delle armi chimiche su cavie umane. Quanto è credibile questa notizia?

"Non ho elementi sufficienti per dirlo, ma mi pare evidente come i media occidentali stiano correggendo tutte le fandonie raccontate fino ad oggi. Prima hanno accusato Assad di sterminare il suo popolo con le armi chimiche, poi quando si sono resi conto di aver fatto un buco nell’acqua stanno correndo ai ripari cercando di riguadagnare un minimo di credibilità. Ritengo si tratti di un’operazione prettamente mediatica come lo era quella precedente contro Assad. Stanno cercando di riparare ai loro stessi errori".
Isis-armi chimiche, per G. Chiesa: 'Laboratori del terrore con specialisti occidentali'

Assad a questo punto sarebbe scagionato da ogni accusa visto che non è lui a detenere le armi chimiche e ad utilizzarle contro i suoi nemici?

"Se fossero vere queste notizie, visto che a fornirle non è un organo russo e dunque non tacciabile di lavorare per il nemico, certamente avremmo la conferma che l’Occidente sta correggendo i suoi errori visto che a fornire le armi chimiche all’Isis non sono stati certo i russi. La produzione di armi chimiche non può essere roba da terroristi analfabeti e primitivi. Le informazioni e le tecnologie che hanno portato alla creazione di queste armi, così come la formazione dei quadri, è a mio giudizio tutta farina dei servizi segreti occidentali, viene tutto dalle deviazioni. Naturalmente non dimentichiamo il coinvolgimento in altre misure e in altri termini dell’Arabia Saudita". 

Ammettiamo che la notizia sia vera, quanto ricorda gli orrori del nazismo nei campi di sterminio e le atrocità della famigerata unità 731 del Giappone?

"Forse siamo anche oltre. Ci troviamo di fronte ad una deformazione del concetto di guerra, ad una conduzione di una guerra ibrida ad alto potenziale distruttivo e criminale che a mio giudizio non ha precedenti nella storia moderna. Credo che ancora una volta l’Occidente debba fare una seria riflessione sulle proprie strategie e ancora di più sulla scelta dei propri alleati, oltre che sulla conduzione di una guerra che ha sostanzialmente patrocinato. La guerra in Siria è iniziata con un appoggio esplicito dell’Occidente al cosiddetto esercito siriano di liberazione, una sorta di terroristi moderati, e su questo si è poi incentrata l’estensione militare del Califfato. Questa mostruosità è figlia di coloro che l’hanno finanziata e sostenuta politicamente. Prima di scagliare l’attenzione internazionale sui capri espiatori o sulla manodopera scarsamente qualificata, punterei il dito su chi finanzia questi laboratori del terrore che, torno a ripeterlo, non possono che vedere la presenza di specialisti occidentali".. 

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