Tassa sulla prima casa è "ricatto Troika". E per l'economista Rinaldi "non solo per ricchi"

22 maggio 2017 ore 15:04, Americo Mascarucci
L’Unione Europea sembra aver promosso l’Italia ma con la raccomandazione di aggiustare i conti pubblici in autunno con misure più forti e risolute. Una promozione che, utilizzando un termine scolastico, assomiglia molto di più ad un esame di riparazione. E fra gli obiettivi indicati dall'UE quella che fa discutere di più è la reintroduzione dell’Imu sulla prima casa, anche se con la specifica che questa dovrà riguardare i redditi alti. Misura che però ha già incontrato forti resistenze dentro e fuori il Governo. E’ dunque il primo passo per l’introduzione della patrimoniale? Cosa dovrebbe fare a questo punto l’Italia? Ma soprattutto, perché l’Europa si ostina a chiedere la tassazione della prima casa che dovrebbe essere un diritto? O sono gli italiani a considerarlo tale? Intelligonews ha rivolto queste domande all’economista e docente di finanza aziendale Antonio Maria Rinaldi.

L'Europa raccomanda all'Italia la tassazione della prima casa sui redditi alti. E' la solita Europa? E l'Italia come si comporterà?
Tassa sulla prima casa è 'ricatto Troika'. E per l'economista Rinaldi 'non solo per ricchi'
"Iniziamo col dire che non siamo in presenza di raccomandazioni ma di veri e propri ordini. Una notizia che fa presagire, in caso di mancata obbedienza, l'arrivo della Troika. L'Italia può vantare il record mondiale di proprietà delle case. Sono oltre l'80% le famiglie che hanno la casa di proprietà a fronte del 55% delle famiglie francesi e del 43% di quelle tedesche. Quindi si andrebbe a pescare molto bene. Il problema però non si risolve aumentando le tasse sulla prima casa, perché l'Italia ha già un prelievo sotto varie voci sugli immobili fra i più alti del mondo. Il problema è che in questo momento l'Unione Europea si trova in enormi difficoltà con la gestione della propria moneta la cui sostenibilità è stata demandata alla Banca Centrale Europea che è venuta così ad assumere un ruolo politico che di fatto non gli competerebbe. La politica che manca alla governance europea se la sta prendendo la Bce di Draghi".

Quindi sarebbe sbagliato applicare la tassa sulla prima casa?

"Certamente, perché già paghiamo sotto varie voci una tassazione sugli immobili superiore a tutti gli altri paesi, con delle patrimoniali di fatto anche incompatibili con la nostra Costituzione".

Ma la casa è realmente un diritto, o sono gli italiani a concepirlo come tale?

"E' un sacrosanto diritto avere almeno la casa in cui si abita. Fa parte del nostro Dna, se negli altri paesi è inteso in maniera diversa sono affari loro. Noi continuiamo a ragionare sul fatto che la prima casa è un bene insostituibile da non mettere sul tavolo dell'austerity, perchè rappresenta geneticamente per il popolo italiano la prima fonte di risparmio e di sicurezza. Pertanto i signori a Bruxelles mettano già le mani da quello che è un bene sacro".

Ma la tassa sulla prima casa per i redditi alti è o no una patrimoniale? Perché qui anche la terminologia sembra giocare un ruolo fondamentale.

"La mia sensazione personale è che a Bruxelles per rendere popolari certe scelte, inserisca appositamente termini come appunto redditi alti o case dei ricchi da utilizzare come diversivi. Poi di fatto si procederà ad una tassazione patrimoniale delle prime case che prescinderà dal reddito. Chi è che poi di fatto dovrebbe segnare questo spartiacque fra case dei ricchi e dei meno ricchi? Si usa il termine redditi alti per poi tassare tutte le prime case. Andando avanti così renderanno ancora più insostenibile tutta l'architettura di questo tipo di Europa. E' bene precisare che una cosa è l'Europa, altra l'Unione Europea che sta distruggendo proprio l'Europa".  




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