Ucciso Anis Amri, Tonelli (SAP): 'Noi terra di passaggio, più fondi alla Polizia''

23 dicembre 2016 ore 15:13, intelligo
di Stefano Ursi

L'uccisione a Sesto San Giovanni di Anis Amri, identificato come l'attentatore di Berlino, in un conflitto a fuoco con la Polizia ha aperto un dibattito ampio. Il nostro è un Paese di passaggio? L'Italia oggi è più a rischio di prima? IntelligoNews ha fatto queste domande a Gianni Tonelli, segretario generale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia).

Innanzitutto un encomio a chi, guadagnando 1.200 euro al mese, rischia la vita ogni giorno.

''Si deve comprendere che queste professionalità vanno pagate, perché è un lavoro estremamente rischioso, e che vanno trovati i fondi per rilanciare gli organici, le dotazioni di sicurezza e la formazione. Ricordo che oggi parliamo di un agente in prova uscito dalla Scuola a Ottobre e di un collega ferito, che fortunatamente non è grave. Mi associo alla soddisfazione del Ministro dell'Interno e del Capo della Polizia, perché è una grande giornata per la Polizia di Stato, un ingaggio molto rischioso che si è concluso positivamente. Ma nonostante questo, il Governo deve passarsi una mano sulla coscienza, perché ieri ha tirato fuori i fondi per le banche mentre negli anni scorsi l'apparato di sicurezza, nella gestione Pansa-Alfano, è stato debilitato con ulteriori tagli; speriamo che questo faccia riflettere, e credo che Minniti abbia la capacità di far comprendere al Governo che la sicurezza è un'esigenza primaria, e dunque deve tornare priorità nella sua agenda. Occorre tenere conto, in questo senso, che il 60% che ha votato No al referendum ha trovato un grande punto di convergenza, fra gli altri, anche sulla situazione complessiva della sicurezza. Sono speranzoso, ma bisogna rimanere sempre pragmatici e concreti''.

Il fatto che Amri sia entrato, uscito e poi tornato in Italia lascia pensare che la penisola sia terra di passaggio: perché secondo Lei?

Ucciso Anis Amri, Tonelli (SAP): 'Noi terra di passaggio, più fondi alla Polizia''
''Ma quanti sono entrati in Italia nell'ultimo periodo? Le Forze dell'Ordine dovrebbero essere 117mila mentre oggi sono 100mila, e ne mancano 45mila complessivamente. E vedendo i numeri degli ingressi continui sul territorio nazionale viene da pensare che servirebbe tralasciare tutto per dedicarsi esclusivamente a questo. Ma ci sono funzioni di controllo del territorio, la Postale, le indagini, la stradale, la Digos e mille altre cose, e non si può stare dietro solo alla dinamica legata ai flussi migratori: visto che non si può più parlare di emergenza ma di situazione costante, il Governo non deve tagliare ma aumentare, perché sono cresciute le esigenze in questo comparto. Abbiamo grossi problemi''.

Dopo la morte di Anis Amri, Lei ritiene che il rischio di essere colpito per il nostro Paese sia aumentato?

''E' difficile dirlo, ma io non credo. Vede, fino ad oggi siamo sempre stati graziati a causa di una politica estera discutibile, che definirei opportunistica; non penso che ora i vertici criminali, che ci considerano una zona franca, vogliano irrigidire la posizione anche con l'Italia, ma certo non possiamo escludere che azioni da parte di lupi solitari, foreign fighters, possano verificarsi''.
autore / intelligo
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