Effetto Vajont, Boschi: "Dichiarazione ritrattata? Sembra mettere le mani avanti"

23 gennaio 2017 ore 13:03, Marta Moriconi
di Marta Moriconi

La sola parola #effettoVajont associata alla #DigaCampotosto ha fatto scattare un vespaio di polemiche. La retromarcia del presidente della Commissione Grandi #Rischi, Sergio Bertolucci, che ha precisato non esserci rischio imminente, non ha però placato le reazioni, che ancora oggi si rincorrono. IntelligoNews ha chiesto il parere del geofisico Enzo Boschi, che su questa faccenda e sul rischio di altri terremoti così si è espresso: ''L'unica cosa che si può fare, e la tecnologia lo consente, è rendere sicure le case. Sono gli edifici malcostruiti a causare le tragedie, non i terremoti in sé. Effetto Vajont su Diga Campotosto? Non capisco la dichiarazione, sembra un voler mettere le mani avanti''.

Che idea si è fatto dell'allarme, lanciato e poi ridimensionato, della Grandi Rischi su un presunto possibile ''effetto Vajont'' sulla diga di Campotosto?

Effetto Vajont, Boschi: 'Dichiarazione ritrattata? Sembra mettere le mani avanti'
Il geofisico Enzo Boschi
''Questa particolare zona è ad alta pericolosità sismica, tutto l'Appennino lo è, chi ci vive lo sa benissimo. Quella dichiarazione non si capisce perché sia uscita fuori, sembra un voler mettere le mani avanti: nel caso succedesse qualcosa loro l'avevano detto. In realtà questo discorso andava fatto molti mesi fa, prima del grande terremoto ad Amatrice: il tipo di informazioni che sono state divulgate erano già disponibili allora. Dopo la sequenza sismica del 1997/98 in Umbria e Marche o quella del 2009 a l'Aquila. Dunque c'era tutto il tempo di fare verifiche e prevenzione, ovviamente non contro i terremoti ma in maniera 'intelligente', per mettere in sicurezza le persone''.

Forse quella frase ''l'opera è su una faglia riattivata'' ha fatto scattare poi il bisogno di dire non sappiamo né come né quando, ma è una possibilità.

''Però non si ritratta. Ieri alle 14.00 sul Tg3 si è detto che c'era l'effetto Vajont, poi però alle 18.00 mi pare si sia ritrattato. Questo non è un modo scientifico di affrontare le cose, perché quando si evidenzia un rischio poi si deve anche contemporaneamente indicare come difendersi. È come andare dal medico, che ti diagnostica una malattia ma poi non ti dice la cura''.

Su un bacino del genere, con la seconda diga più grande d'Europa, qualora fosse in pericolo quale prevenzione si può fare?

''La prevenzione consiste nel controllo continuo, giornaliero delle strutture. Credo, peraltro, che con le moderne strumentazioni a disposizione l'Enel lo faccia. Non voglio pensare che sia diversamente. Ad oggi, e credo sia una decisione molto intelligente, il Ministro delle Infrastrutture Delrio ha indetto una riunione chiamando tutti gli attori, probabilmente con l'intento di fare chiarezza sulla questione dighe''.

Lei evacuerebbe comunque quelle zone o è prematuro?

''Io sono al di fuori e non ho dati disponibili, ma comunque non evacuerei. E' una domanda, però, a cui è molto difficile rispondere in linea di principio''.

Secondo Lei ci sono da attendersi altri terremoti in zona?

''La zona, come detto, è altamente sismica. Scosse ci sono sempre, magari passano cinque o sei anni, ma poi tornano. Basta ricordare tutti i terremoti che ci sono stati, arrivando fino al 1700. L'unica cosa che si può fare, e la tecnologia lo consente, è rendere sicure le case. Sono gli edifici malcostruiti a causare le tragedie, non i terremoti in sé''.
caricamento in corso...
caricamento in corso...