Assicurazione Piazza San Carlo, Esposito (Pd) ad Appendino: "Totale e assoluta superficialità"

23 giugno 2017 ore 14:01, Stefano Ursi
I tragici fatti del 3 Giugno di Piazza S. Carlo a Torino, in occasione della finale di Champions League fra Juventus e Real Madrid, hanno ancora un'eco forte e profonda sui mezzi di informazione e nell'opinione pubblica. Proprio ieri è emersa sui media la notizia secondo cui non c'era una copertura assicurativa ad hoc per la piazza per quell'evento, ma solo una serie di assicurazioni ordinarie sulla responsabilità civile. Il rischio è di un maxi-risarcimento. Su questo IntelligoNews ha sentito il senatore Pd Stefano Esposito, torinese: ''Il fatto che mancasse l'assicurazione è solo l'ennesimo tassello che dimostrerebbe, in attesa che la magistratura faccia piena luce, che quella giornata è stata organizzata con una totale e assoluta superficialità''.

Assicurazione Piazza San Carlo, Esposito (Pd) ad Appendino: 'Totale e assoluta superficialità'
Stefano Esposito
Come commenta la notizia relativa alla mancata assicurazione ad hoc sull'evento di Piazza S.Carlo?

''Il fatto che mancasse l'assicurazione è solo l'ennesimo tassello che dimostrerebbe, in attesa che la magistratura faccia piena luce, che quella giornata è stata organizzata con una totale e assoluta superficialità. Senza alcuna vera organizzazione da parte dell'amministrazione comunale, che, io credo, cercherà di dire che non è un problema relativo alla giunta perché loro hanno incaricato di realizzare quell'avvenimento Turismo Torino; ovvero il soggetto del Comune che già nel 2015 venne incaricato da Fassino di organizzare la piazza per la finale Juventus-Barcellona. La determina di incarico a Turismo Torino è stata fatta il 1 Giugno e la finale è andata in onda il 3: secondo lei cosa poteva fare Turismo Torino in 48 ore? È evidente che siamo davanti all'improvvisazione al potere, 1500 e passa feriti e una ragazza che ci ha rimesso la vita. La cosa di cui sono sicuro è che ci sarà lo scaricabarile su Turismo Torino, fermo restando che la magistratura ha tutti gli elementi per valutare se sul banco degli imputati ci dovranno andare solo loro o anche chi quell'incarico glielo ha conferito''

La critica che in molti sottolineano verte sul fatto che Sindaco e giunta dovrebbero, comunque, essere al corrente se tutto è ok in un evento di questa grandezza.

''Era chiaro che per la finale sarebbero arrivate migliaia di persone e si prevedeva, questo lo si evince dagli articoli di giornale usciti in quei giorni, che in caso di vittoria sarebbero state in strada circa 400mila persone per la sfilata del pullman della Juventus. Vien da dire, in questo senso, meno male che la Juventus non ha vinto, e lo dico da tifoso juventino: non so come avrebbero gestito una cifra tale di persone. Relativamente al fatto dell'assicurazione il non assumersi le responsabilità e cercare di scaricarle su altri è la cosa peggiore. Specialmente in politica, è una delle cose più insopportabili''.

Come funziona la copertura assicurativa di eventi pubblici?

''Per fare un esempio, quando io porto mio figlio a festeggiare il compleanno nella sala dedicata, quella struttura ha un'assicurazione di responsabilità civile in caso di incidente o infortunio dei bambini che la frequentano. È la base di ogni attività pubblica, piccola o grande. Se metti 30mila persona in una piazza devi avere l'assicurazione per ogni cosa, di qualsiasi tipo: se cade un'infrastruttura e ferisce qualcuno o se una persona inciampa e si fa male. Lo stesso per i concerti in palazzetti o stadi, che non credo che la commissione di vigilanza possa autorizzare in assenza di un'assicurazione. Ma anche questo tema attiene alle verifiche che deve fare la magistratura. Sono torinese e conosco abbastanza bene gi attori di questa vicenda e sono quasi certo che lo scaricabarile ci sarà''.

Da torinese, come vede il futuro della città?

''Scattando un'istantanea al 23 Giugno 2017 direi che questa città sta finendo pericolosamente in un cono d'ombra, stretto fra la paura delle persone da una parte e dall'altra il concentrato di confusione, in cui i centri sociali e Askatasuna cercano di gettare le basi per creare tensione in vista del G7. Su questo terreno manca una parola chiara, netta, limpida della Appendino, che però farebbe una certa fatica, visto che quando era all'opposizione frequentava stabilmente ed era in alleanza politica con quel centro sociale sui temi degli sfratti e del no alla Torino-Lione. Il futuro della città, se non si dà una svegliata, è un futuro di buio e decadenza che sarebbe francamente insopportabile e immeritato, perché questa è una città che è uscita dal suo storico legame con i tempi della Fiat con un grande sforzo e investimento negli ultimi vent'anni. In un anno si stanno perdendo tutti i buoni frutti di quel lavoro''.

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autore / Stefano Ursi
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