Irregolarità gare divise, Tonelli (POLIZIA): "Avevamo ragione. Gabrielli ora faccia pulizia"

23 giugno 2017 ore 16:41, Americo Mascarucci
Gare per l'acquisto delle divise e dei giubotti antiproiettili in dotazione alla Polizia bocciate dall'Anticorruzione. E' tutto nero su bianco in una delibera dell'8 giugno con la quale  l'Anac avrebbe segnalato possibili violazioni al codice degli appalti e alle annesse regole di trasparenza e concorrenza, con una logica del massimo ribasso che non avrebbe garantito la migliore qualità dei prodotti acquistati. Accuse che ovviamente hanno indignato il segretario del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) Gianni Tonelli che ora alla luce dei rilievi firmati da Raffaele Cantone, intervistato da Intelligonews, chiede al Capo della Polizia Franco Gabrielli di avviare una seria indagine che porti a scoprire gli eventuali responsabili.
Irregolarità gare divise, Tonelli (POLIZIA): 'Avevamo ragione. Gabrielli ora faccia pulizia'

Che effetto le ha fatto leggere i rilievi dell'Anac sulle gare del Viminale?

"E' la dimostrazione che le nostre denunce dei mesi scorsi non erano strumentali e demagogiche ma fondavano su fatti oggettivi. Che i nostri equipaggiamenti facessero acqua da tutte le parti lo andavamo dicendo da mesi e per tutta risposta quattro miei colleghi sono stati sospesi dal servizio. Il fatto che oggi l'Anac segnali la presunta illegittimità di certe procedure ovviamente per noi è un fatto positivo perché ignorare ciò che ha denunciato oggi il dottor Cantone diventa impossibile. A questo punto anche la magistratura dovrà fare chiarezza appurando se vi sono state procedure non corrette e se qualcuno ha messo in serio pericolo l'incolumità dei poliziotti impiegati nelle operazioni di pubblica sicurezza. Direi che era ora, anche se devo rammaricarmi del fatto di essere stato l'unico, in tempi non sospetti, a denunciare certe anomalie trovandomi contro spesso anche i colleghi degli altri sindacati". 

Quale secondo lei sarebbe l'aspetto più grave messo in luce nel rapporto dell'Anac?

"Credo che l'accusa più grave, se vera, è quella in base alla quale qualcuno avrebbe speculato per propri interessi sulla nostra sicurezza trasgredendo volontariamente le regole volte a garantire l'incolumità dei miei colleghi su strada. Non so se queste accuse sono vere o meno, per questo credo che un'inchiesta della magistratura diventi a questo punto indispensabile. I sospetti dell'Anac sono troppo gravi per restare senza conseguenze".

Pare che a richiedere l'intervento dell'Anac siano stati alcuni imprenditori che si sarebbero visti esclusi e penalizzati nelle gare. Sinceramente, come vi sentite di fronte al fatto che qualcuno possa aver speculato sulla vostra pelle proprio nel momento in cui i rischi per la sicurezza sono molto più elevati?

"E' sconvolgente, come fu sconvolgente che quattro miei colleghi si ritrovarono sospesi dal servizio per aver svolto attività sindacale e aver denunciato la mancanza di sicurezza. Per difendere il diritto dei miei colleghi di fare i sindacalisti, mi sono fatto 61 giorni di sciopero della fame. Quando in un cantiere gli operai non vengono fatti lavorare in sicurezza, chi dovrebbe intervenire e denunciare che le persone rischiano la vita, se non i rappresentanti sindacali? Noi siamo stati oggetto di una repressione inaccettabile. Un mio collega è stato addirittura accusato di aver prelevato dai magazzini materiale scadente non più in uso alla Polizia per architettare un caso giornalistico che non c'era. Per questo oggi dico che dopo l'intervento dell'Anac servono inchieste serie che nell'appurare la verità, consentano anche di restituire l'onore a chi è stato vittima di accuse ingiuste e di provvedimenti disciplinari a mio giudizio del tutto immotivati". 

In attesa che la magistratura si muova, avete avuto modo di affrontare la questione col Capo della Polizia Franco Gabrielli?

"Non ancora. Spero che ora prenda cognizione di quanto contenuto nella delibera dell'Anac, avvii un'inchiesta interna e svolga le dovute verifiche per stabilire se effettivamente ci sono state o meno le presunte irregolarità segnalate, rimuovendo gli eventuali responsabili e facendo pulizia al Viminale. Se i rilievi dell'Anac fossero veri sarebbe come se una farmacia vendesse medicinali scaduti per liberare i magazzini, alterando la data di scadenza. La stessa cosa è accaduta con i giubotti antiproiettile che ci avrebbero continuato a far indossare nonostante fossero ormai usurati e sostenendo che, dopo essere stati provati, risultavano ancora perfettamente idonei". 





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