Attentato Manchester, Tofalo (Copasir): ''Stanno arrivando tempi duri per tutti i Paesi''

23 maggio 2017 ore 18:19, Stefano Ursi
Ancora una volta l'Inghilterra colpita al cuore da un attentato sanguinario: stavolta a Manchester, dove un ordigno ha fatto strage di giovani e giovanissimi dopo il concerto di Ariana Grande. Il bilancio è terribile: 22 morti (fra cui molti bambini) e 59 feriti. Su questo ennesimo attacco che ha fatto strage di coloro che erano andati a vedere un concerto, ancora una volta, IntelligoNews ha sentito Angelo Tofalo, parlamentare M5S e membro del Copasir: ''Se realmente l'attentato è stato compiuto alla fine del concerto - dice - evidentemente chi ha operato preferiva muoversi in un momento in cui forse c'erano, all'interno della struttura, persone già in movimento avendo così gioco più facile''.

Attentato Manchester, Tofalo (Copasir): ''Stanno arrivando tempi duri per tutti i Paesi''
Angelo Tofalo
Come commenta l'attentato di Manchester: bomba con chiodi, molti ragazzi e bambini uccisi.

''Un atto di violenza inaudita. Sono stati colpiti giovani e giovanissimi, e proprio poco fa si è saputa l'età della vittima più giovane, che aveva soltanto 8 anni. Lo sgomento e la rabbia crescono di ora in ora''.

I concerti spesso scelti come luogo per attentati: dal Bataclan a oggi. Stavolta però pare si sia attesa la fina del concerto. Che significato ha secondo Lei?

''Non voglio sbilanciarmi in considerazioni troppo affrettate. Siamo nella primissima fase delle indagini e ogni informazione, anche se apparentemente insignificante, potrebbe essere in realtà fondamentale per capire con precisione quanto accaduto. Certo è che se l'attentato è avvenuto realmente alla fine del concerto, evidentemente chi ha operato preferiva muoversi in un momento in cui forse c'erano, all'interno della struttura, persone già in movimento avendo così gioco più facile. Ricordo che il dramma si è verificato nella struttura indoor più grande di Europa, con una capienza di 21.000 persone circa''.

I Servizi italiani, anche dopo questo e gli altri attentati in Europa, su quali misure lavorano?

''Parte dei Servizi italiani lavora da tempo e con grandi risultati al contrasto al terrorismo. Quei "pochi ma buoni" nostri 007, nonostante le politica finora non abbia dato risposte e trovato soluzioni adeguate, fanno un lavoro incredibile. Stanno arrivando tempi molto duri per tutti i Paesi, e bisogna ripulire quanto prima il Sistema Informativo per la Sicurezza della Repubblica da ingerenze esterne e persone entrate soltanto perché avevano "santi in paradiso". Ora tocca alla politica trovare soluzioni concrete, efficaci ed efficienti per ottimizzare e facilitare il lavoro dell'Intelligence. Sono uscite anche alcune notizie su Libero relativamente ad alcuni tweet prima dell'attentato sfuggiti alle Intelligence, ma su questo mi riservo ulteriori ricerche di informazioni perché la cosa merita più di qualche approfondimento''.

Isis ha rivendicato l'attentato, esultando perché in questo modo gli europei si rendono conto di cosa si vive in quelle terre. Secondo Lei, nei giovani europei, c'è coscienza di cosa accade dall'altra parte del mondo?

''Ahimè non solo i seguaci dell'Isis hanno esultato sul web, ma il Califfato nel primo pomeriggio ha rivendicato l'attentato sempre con la stessa modalità. L'agenzia Amaq, ripresa poi da Site, ha fatto sapere infatti che il kamikaze è uno dei suoi membri. Purtroppo ritengo che su questi temi ci sia una fortissima disinformazione. I giovani europei non sono informati su scenari e nuovi equilibri geopolitici. Basta infatti vedere cosa sta accadendo con il fenomeno immigrazione. Credo che le istituzioni tutte debbano impegnarsi prima di tutto per la diffusione della cultura della Sicurezza, e sviluppare il concetto di "Sicurezza Partecipata".

Si attende altri attentati da qui a breve?

''Non mi sono passate inosservate le parole del primo ministro britannico Theresa May che, parlando con i giornalisti, ha dichiarato come "un nuovo attentato è altamente probabile". Nulla è da escludere. Ho la forte sensazione però che anche importanti Intelligence ancora oggi siano restie in fatto di reciproca collaborazione. Ritengo poi che i Parlamenti dei maggiori Paesi debbano mettersi a lavoro per elaborare norme atte a facilitare, armonizzare e "incentivare" lo scambio informativo per rendere più efficace ed efficiente il contrasto al terrorismo''.

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autore / Stefano Ursi
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