Attentato a Londra. Parla Maccari (Polizia-Coisp): "10mila uomini in meno e 48 anni di media"

23 marzo 2017 ore 13:18, intelligo
Dopo l'attentato di ieri a Londra e mentre si avvicina un weekend caldissimo dal punto di vista dell'allerta sicurezza, quando a Roma si svolgeranno le celebrazioni del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma e il corteo e la manifestazione dei movimenti di protesta. A parlare ad IntelligoNews della situazione del momento, dello stato di salute delle Forze dell'Ordine e della preparazione in caso di eventi come quello di Londra, è il segretario del Coisp (Sindacato indipendente di Polizia) Franco Maccari: ''Aumento dei livelli di allerta? Chiacchiere. Sette anni fa eravamo 104.000, oggi siamo 94.000. Con diecimila uomini in meno non si fanno le stesse cose che si fanno con diecimila uomini in più''.

Come è stata gestita la massima allerta e di cosa avete bisogno?


''Come sempre quando scatta un allarme non è che abbiamo serbatoi di gente preposta da qualche parte. Devo dire che su questo l'intelligence italiana è sicuramente all'avanguardia e svolge un lavoro enorme, ma come si può comprendere è impossibile immaginare di inibire preventivamente qualsiasi azione. Rimane però il problema di fondo che non abbiamo il numero di forze sufficienti per fare tutto quello che in Italia sarebbe necessario, e questo va a discapito del controllo del territorio. Immaginate solamente quante persone in questo fine settimana sono convenute a Roma''.

Attentato a Londra. Parla Maccari (Polizia-Coisp): '10mila uomini in meno e 48 anni di media'
Franco Maccari
La modalità dell'attentato di ieri, molto veloce, con l'auto sulla folla, l'accoltellamento ad un agente di guardia al Parlamento racconta anche di una difficoltà nel gestire una situazione del genere. Voi siete stati preparati a questo tipo di azioni e soprattutto di difesa?

''Le direi che è l'esperienza a farla da padrone, non c'è una scuola che può organizzare questa cosa preventivamente. Ci sono le forze speciali, e allora parliamo di situazioni statiche che magari prevedono ostaggi, e non di quelle che abbiamo visto ieri e di cui stiamo discutendo, che sono assolutamente imprevedibili e non contrastabili con chissà quale esperienza o aggiornamento''.

Cosa chiedete come Forze dell'Ordine, visto il periodo fitto di impegni e allarmi? C'è bisogno di qualcosa di più? Vi sentite un po' ''trascurati'' sotto qualche punto di vista?

''Do dei dati così chiarisco: sette anni fa eravamo 104.000, oggi siamo 94.000. Qualcuno dovrà pur farsi un esame di coscienza a livello di organizzazione. Con diecimila uomini in meno non si fanno le stesse cose che si fanno con diecimila uomini in più. Aumentiamo pure i numeri di allerta da uno a due fino a centomila, ma queste sono solo chiacchiere, con l'età media che ormai è di 48 anni. Questo è l'esercito che abbiamo a disposizione, per rimetterlo in funzione ci vorrà la massima attenzione e almeno tre o quattro anni, ammesso che si voglia rimettere tutto in pari. Se vogliamo prendere in giro la gente diciamo che tutto va bene, se invece vogliamo dire che siamo molto disossati perché negli ultimi dieci anni c'è stata disattenzione è vero, è così. Pensi che solo quest'anno andranno in pensione quattromila persone. E ne verranno assunte zero''.

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autore / intelligo
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