Referendum autonomia, Moretti (Pd): "Perché non è un successo e sarà stato inutile"

23 ottobre 2017 ore 11:21, Americo Mascarucci
Aveva invitato gli elettori a disertare le urne cosa che ha fatto coerentemente, e oggi commenta i risultati dei referendum autonomisti in Lombardia e Veneto smorzando soprattutto gli entusiasmi del Governatore Luca Zaia. Alessandra Moretti consigliere regionale del Partito Democratico in Veneto commenta con Intelligonews i risultati di quello che non ha esitato a definire "referendum truffa". E alla luce delle dichiarazioni di Zaia e Maroni che forti degli esiti del voto hanno prontamente rilanciato su autonomia fiscale e sicurezza, materie che però il ministro Martina ha già fatto sapere non poter essere oggetto di trattativa fra Governo e regioni, spiega perché alla fine questo referendum sarà stato anche inutile.
Referendum autonomia, Moretti (Pd): 'Perché non è un successo e sarà stato inutile'

Zaia canta vittoria per il voto in Veneto. Condivide l'entusiasmo del Governatore?

"Esprimo il massimo rispetto per gli elettori che si sono espressi con il voto così come rispetto quelli che hanno scelto di astenersi. Dico a Zaia di non esprimere giudizi troppo trionfalistici. Se non sbaglio quando è iniziata la campagna referendaria dichiarò di sentirsi soddisfatto se il risultato fosse stato superiore al 65%: mi pare che il dato finale sia molto distante dalle sue aspettative. Abbiamo assistito ad una campagna referendaria molto costosa in cui la Lega ha giocato una partita senza contraddittorio, visto che anche il Pd si è espresso per un sì critico. In uno scenario del genere mi sarei aspettata un risultato molto più alto. Basti ricordare che nel 2011 in occasione del referendum sull'acqua votò ben oltre il 58% degli aventi diritto. Consiglierei a Zaia di darsi una calmata. Adesso lui ha una grande responsabilità, quella di avviare il negoziato con il Governo. Ricordo che nel 2007 il consiglio regionale del Veneto, anche con il voto del Pd, aveva dato mandato all'allora governatore e all'allora giunta dove Zaia era vicepresidente di avviare la trattativa. Peccato che quella richiesta di autonomia sia rimasta chiusa nel cassetto per anni, nonostante Zaia e Maroni nel 2008 siano entrambi diventati ministri del Governo Berlusconi".

Diversi sindaci del Pd si sono detti a favore del sì. Quanto ha contato il loro apporto?

"Il risultato raggiunto vedesicuramente il contributo di una consistente fetta di elettori del Pd che hanno scelto di andare a votare ed esprimere il loro voto in maniera positiva. Non c'è partito più autonomista del Pd e lo dimostra il fatto che se oggi è possibile avviare la trattativa lo si deve al fatto che nel 2001 il centrosinistra votò la relativa norma. Il Pd l'autonomia ha dimostrato di volerla con i fatti, non con le chiacchiere come ha sempre fatto la Lega".

Oggi Maroni e Zaia rilanciano su autonomia fiscale e sicurezza, materie che però il ministro Martina ha già detto non poter essere materia di trattativa. Il negoziato dunque è morto in partenza?

"Siamo di fronte a persone che hanno strumentalizzato la fiducia dei cittadini e che cambiano le carte in tavola. Prima dicono una cosa, poi ne rilanciano un'altra, poi un'altra ancora. Se Zaia chiede queste cose vuol dire che non vuole il negoziato perché sa benissimo che l'autonomia fiscale non potrà ottenerla. E' solo propaganda. Ecco perché penso che questo referendum oltre che costoso alla fine non sarà servito a nulla".
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