Referendum autonomia, Puppato (Pd): "Rivendico non voto. Zaia nasconde fallimenti"

23 ottobre 2017 ore 12:45, Americo Mascarucci
Quali effetti avranno i risultati dei referendum autonomisti di Lombardia e Veneto? Zaia e Maroni rilanciano su autonomia fiscale e sicurezza, ma dal Governo il ministro Maurizio Martina ha già fatto sapere che queste materie non potranno essere oggetto della trattativa che si andrà ad aprire con le due giunte regionali. Eppure la vittoria del sì è stata possibile anche grazie al contributo di diversi sindaci del Pd sia lombardi che veneti che si sono schierati in favore dell'autonomia. Intelligonews ha parlato di tutte queste problematiche legate agli esiti referendari con la senatrice dem Laura Puppato già consigliere regionale del Veneto.
Referendum autonomia, Puppato (Pd): 'Rivendico non voto. Zaia nasconde fallimenti'

Come giudica questi risultati? Zaia e Maroni esultano. Hanno ragione a farlo?

"Se leggiamo questi risultati con obiettività appare evidente come questi referendum siano stati posti in maniera sbagliata e al momento sbagliato. Con le elezioni politiche alle porte inevitabilmente hanno assunto un sapore prettamente elettorale. L'ampia massa che in Veneto e in Lombardia non si è recata a votare non ha inteso esprimere un voto contrario alla richiesta di maggiore autonomia, ma ha voluto dire no ad un quesito referendario posto in maniera generica e dal sapore propagandistico. Per altro i proponenti non hanno inteso nemmeno verificare prima la disponibilità del Governo ad intavolare una trattativa ordinaria preferendo ricorrere ad una consultazione referendaria costosa di cui si poteva anche fare a meno".

Però molti sindaci del Pd si sono schierati con il sì. Il loro apporto quanto è stato determinante?

"I risultati risentono certamente di un voto trasversale, anche di molti che si sono turati il naso ritenendo forse che una vittoria del sì potesse in qualche modo tornare utile per ottenere maggiore autonomia".

Lei è andata a votare?

"No"

Perché

"Perché come molti altri sindaci, amministratori, iscritti e simpatizzanti del Pd non ho voluto dare legittimità ad un referendum inutile, costoso, propagandistico e formulato in maniera generica, senza entrare nel merito delle materie oggetto di trattativa. Altri del Pd hanno ritenuto invece più opportuno un sì comunque utile a raggiungere determinati obiettivi. Per noi la strada scelta non è quella giusta. Anche perché Zaia con questo referendum, ha inteso coprire i problemi che sta vivendo la sua Giunta che non sono pochi, ad iniziare dalla sanità che vede molte critiche anche da parte di amministrazioni del centrodestra".

Intanto Maroni e Zaia rilanciano su autonomia fiscale e sicurezza proprio nel momento in cui il Governo per bocca del ministro Martina chiude invece le porte. Siamo alla vigilia di un nuovo scontro?

"E' la dimostrazione di come tutta questa storia sia frutto di faziosità e falsa propaganda. In queste settimane ci hanno raccontato che questi referendum ci avrebbero garantito maggiore sicurezza e una giustizia più efficiente, quando sappiamo tutti che queste materie sono competenza esclusiva dello Stato e non spettano neanche alle regioni a statuto speciale. Quando la propaganda è falsa, automaticamente si finisce per falsare anche i risultati del voto. Guarda caso le materie su cui si chiedeva autonomia non erano per nulla specificate. Se lo avessero fatto allora il referendum sarebbe stato davvero serio, avremmo saputo cosa votare e forse sarebbe stato molto più utile di quanto lo sarà adesso".   


 
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