Perquisita nave Save The Children, Meluzzi: "Medaglia al valor civile all'agente infiltrato"

23 ottobre 2017 ore 16:01, Americo Mascarucci
Prosegue l'inchiesta della Procura di Trapani sull'attività di alcune Ong, inchiesta volta a fare luce sulle modalità con cui certe navi delle organizzazioni non governative effettuano salvataggi di migranti nel Mediterraneo. L'accusa della Procura di Trapani è che alcune di queste si siano fin verso le acque territoriali libiche, raggiungendo i barconi e caricando i migranti a bordo, in accordo con gli scafisti che poi se ne sarebbero tornati tranquillamente indietro una volta svuotato il gommone. L'inchiesta si svolge anche con il contributo di agenti sotto copertura infiltrati sulle navi Ong. Nell'ambito di questa inchiesta, questa mattina è stata perquisita anche la nave "Vos Hestia" della Save the Children che si trova ormeggiata al porto di Catania.
Perquisita nave Save The Children, Meluzzi: 'Medaglia al valor civile all'agente infiltrato'

I FATTI
Gli agenti hanno sequestrato computer e altro materiale a bordo della nave. Gli inquirenti sospettano che sull'imbarcazione della Save The Children possano essere conservati documenti inerenti alcuni trasbordi di immigrati clandestini nel tratto di mare immediatamente vicino alle acque territoriali libiche. Il sequestro della Vos Hestia fa il paio con quello della tedesca Iuventa già effettuato nei mesi scorsi dopo che un agente sotto copertura salito a bordo pare avesse appurato alcune violazioni commesse dall'equipaggio. La Vos Hestia secondo gli inquirenti sarebbe stata spesso in contatto con la Iuventa per trasbordare gli immigrati che venivano portati sotto bordo della ong tedesca dai barchini condotti dai trafficanti e dagli scafisti. 
Anche sulla Vos Hestia avrebbe agito un agente sotto copertura. La perquisizione scaturisce da un rapporto congiunto che Polizia, Sco e Guardia Costiera hanno fatto arrivare ai pm lo scorso 5 ottobre. Save the children ha rispedito le accuse al mittente ricordando di essere stata fra le Ong che hanno firmato il Codice di condotta per i salvataggi in mare voluto dal ministro dell'Interno Marco Minniti e che altre organizzazioni non hanno invece firmato per non dover accettare la presenza di poliziotti armati a bordo. 

LA NOTA DELLA ONG
Save The Children ha diffuso una nota con la quale dichiara: "Ribadiamo con forza che Save the Children ha sempre agito nel rispetto della legge durante la propria missione di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo e confermiamo, pertanto, ancora una volta, che l'Organizzazione non è indagata. Tutte le operazioni sono state condotte in strettissimo coordinamento con la guardia costiera italiana e nella massima collaborazione con le autorità. La nostra missione è sempre stata guidata unicamente dall'imperativo umanitario di salvare vite. Confidiamo che la magistratura, nella quale l'Organizzazione ha piena fiducia, faccia immediata chiarezza sull'intera vicenda".
Va specificato che quelle della Procura sono al momento soltanto ipotesi accusatorie e che non c'è nulla di definitivamente accertato in questa e in altre vicende che riguardano le attività delle Ong nel Mediterraneo. 

L'OPINIONE DI ALESSANDRO MELUZZI
Sulla vicenda Intelligonews ha chiesto un commento allo psicologo Alessandro Meluzzi.
"E' fondamentale fermare tutti i tentativi di importare immigrati in Italia sia a scopi economici per avere manodopera a basso costo che per favorire una sostituzione etnica dei popoli europei e questo va fatto anche controllando le cosiddette opere di solidarietà che rischiano di nascondere finalità poco nobili dietro ideali apparentemente straordinari. Per questo credo che vada premiato l'impegno di quegli agenti sotto copertura che stanno a bordo di queste navi per fare piena luce su come svolgono i salvataggi in mare. Questi agenti meriterebbero una medaglia al valor civile. Vorrei ricordare che l'impiego di agenti sotto copertura è stata una modalità usata spesso in tanti altri contesti, primo fra tutti la lotta alla mafia con eccellenti risultati. E' necessario evitare che le mafie sempre pronte ad allungare le mani dove si creano ghiotte occasioni per fare business possano lucrare sul mercato dell'immigrazione approfittando anche di chi, magari in buona fede, favorisce l'arrivo dei migranti per scopi umanitari".
Il codice di condotta delle Ong quanto è stato davvero utile a limitare gli sbarchi? "Credo che il codice di condotta - conclude Meluzzi - possa essere utile soprattutto a far luce sulla provenienza dei finanziamenti di cui godono alcune Ong che si dice abbiano alle spalle investori di grosso peso come la Fondazione di Soros. I cui obiettivi sanno tutti non essere sempre improntati alla solidarietà come dimostra anche la decisione di alcuni paesi europei, l'Austria in ultimo di mettere il signor Soros alla porta". 

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