Terremoto Amatrice un anno dopo, Pirozzi: "Sopravvissuti senza niente: il post Errani lo voglio così"

24 agosto 2017 ore 9:51, Americo Mascarucci
A distanza di un anno è ancora vivo il ricordo del tragico terremoto che devastò Amatrice e il Centro Italia alle prime luci dell'alba del 24 agosto 2016. Un anno è passato e la ferita non si è ancora rimarginata. Com'è oggi la situazione in quei luoghi? La vita sta riprendendo ma la ricostruzione è ancora lontana come confermato dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi a Intelligonews. Anche se la vicinanza del popolo italiano e l'amore degli amatriciani per i loro luoghi sembra aver già reso possibile un piccolo miracolo. 
Terremoto Amatrice un anno dopo, Pirozzi: 'Sopravvissuti senza niente: il post Errani lo voglio così'

A distanza di un anno qual è la situazione ad Amatrice e cosa chiedete ancora? Si parla di 20 anni per ricostruire?

"La vera ricchezza è stata la vicinanza del popolo italiano. Noi qui abbiamo resistito senza niente, senza piangerci addosso e rimboccandoci le maniche. Oggi hanno riaperto diversi negozi, cinque ristoranti, un supermercato, stiamo lavorando grazie all'intervento del Coni e del presidente Malagò che ringrazio di cuore alla ricostruzione del Palazzetto dello sport e del campo sportivo. La vita insomma sta riprendendo"

Errani ha lasciato l'incarico di commissario per la ricostruzione, dicendo che la responsabilità andrebbe data ai territori. E' quello che chiedete anche voi?

"Bisognerebbe capire cosa intende lui per territori. Se avesse detto i sindaci sarei stato più contento. Temo che per territori lui intenda le regioni. Intendiamoci, io non ce l'ho con Zingaretti con cui ho un ottimo rapporto, ma le regioni non hanno la sensibilità e la conoscenza dei territori". 

Ma senza un'interfaccia diretta con il Governo garantita dalla figura del commissario chi garantirebbe il corretto svolgimento delle procedure evitando il rischio di ritardi nella ricostruzione?

"Bisogna nominare un commissario tecnico, non politico, che si occupi esclusivamente della parte tecnica, e quattro sub commissari da individuare in un sindaco per ognuna delle quattro regioni colpite dal sisma che abbia nel proprio comune la zona rossa. Chi vive il territorio è in grado di dare un contributo determinante sugli interventi che il commissario andrà a fare. La Regione già come soggetto attuatore ha tanti problemi da risolvere".

Agli abitanti delle seconde case che vorrebbero tornare ad Amatrice cosa risponde?

"Che già cinque giorni dopo il terremoto dissi che doveva essere previsto il 100% del danno anche per le seconde case e questo risultato è stato raggiunto. Purtroppo il percorso è lungo, vanno fatte le perimetrazioni e queste devono essere approvate dalla Regione. Ci sono tempi tecnici che non dipendono da noi. Ma il fatto che il danno sia stato riconosciuto al 100% è sicuramente un risultato importante dal momento che non era affatto facile ottenerlo viste anche esperienze negative precedenti. Ma come detto il terremoto di Amatrice è stato unico nel suo genere".

A distanza di un anno, a chi va oggi il suo pensiero?

"Ai tanti amici che quella notte hanno perso la vita e non ci sono più. Il loro ricordo lo porterò con me per tutta la vita"
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