Presidenziali Francia, Torriero: ''Macron occhio alla maledizione dei numeri uno''

24 aprile 2017 ore 11:20, Stefano Ursi
Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi ha dato il suo responso: al secondo turno, o ballottaggio per tradurlo nel linguaggio politico corrente italiano, vanno Emmanuel Macron (En Marche) con il 23,75% e Marine Le Pen (FN) con il 21,53%. Il risultato di questa prima tornata elettorale francese, dalle cui sorti non dipende solo il futuro di Parigi ma anche di una grossa fetta di Europa, ha spinto molti osservatori, analisti e commentatori politici nella previsione di un ballottaggio pressoché scontato, con la vittoria di Macron che ha già incassato nella serata di ieri le intenzioni di voto di Fillon (Les Republicaines) e di Hamon (Parti Socialiste). Non la pensa così Fabio Torriero, direttore di IntelligoNews, profondo conoscitore della realtà politica e sociale francese, curatore delle edizioni italiane dei libri di Nicolas Sarkozy e Marine Le Pen, con la quale ha presentato personalmente il volume a Roma: ''Aspettiamoci delle sorprese. Il ballottaggio potrebbe non essere così facile come gran parte dei media indicano''.

Presidenziali Francia, Torriero: ''Macron occhio alla maledizione dei numeri uno''
Fabio Torriero e Marine Le Pen
Cosa ci dice questo primo turno delle presidenziali francesi?

''Le elezioni francesi ci inducono ad un ragionamento sui vecchi e nuovi schemi della politica, non solo transalpina. Un primo dato ci dice che i partiti classici, i socialisti e i post-gollisti, sono stati sostanzialmente espulsi dal corpo elettorale. Un secondo che la paura legata agli attacchi terroristici non ha inciso più di tanto sul voto, ed è dunque stato seccamente smentito chi pensava che la Le Pen potesse sfondare grazie alla paura, mentre invece il voto alla leader del Front National è più strutturato. La realtà di questo primo turno è che lo scontro, in Francia ma non solo, non è fra populisti e moderati ma tra la Francia profonda, popolare e quella cosmopolita, multietnica e multireligiosa. E in questo senso occorre aprire un dibattito serio e approfondito sul voto degli immigrati, degli islamici. Il voto di Parigi, su questo, parla chiaro. È lo scontro, in ultima analisi, fra contro e pro Unione Europea, fra chi crede nello Stato e chi nell'abolizione dello stesso, ovvero fra statalisti e liberisti''.

In molti danno già il ballottaggio per scontato a favore di Macron. Secondo Lei sarà così?

''Quel che va detto è attenti alla maledizione del ballottaggio, a quella che io chiamo ''la solitudine dei numeri uno''; il doppio turno, come si sa, blinda il potere, stabilizza il sistema e media al centro, ma io non sono d'accordo con chi dice che al primo turno si vota per protesta e al secondo il voto diventa costruttivo: ritengo invece che al primo si vota pro e al secondo contro. Se avesse vinto Le Pen, infatti, tutti avrebbero combattuto contro di lei, ricostruendo l'arco repubblicano e riesumando l'antifascismo come già è accaduto altre volte in passato, quando il FN ha sfondato al primo turno. E come, peraltro, ha fatto ieri Fillon con la sua indicazione di voto per Macron: il che la dice lunga sull'autenticità di questo candidato, moderato e tradizionalista che poi invita a votare il tecnocrate delle lobby, il figlio delle scuole di alta amministrazione, uomo Rotschild, cattolico che invita a votare un candidato che vuole l'utero in affitto. Sostanzialmente è il richiamo della foresta: i liberali di destra che votano i liberali di sinistra. Non tralasciando il peso dell'inchiesta giudiziaria a carico di Fillon, come fattore nella scelta dell'indicazione di voto sull'uno piuttosto che sull'altra''.

Presidenziali Francia, Torriero: ''Macron occhio alla maledizione dei numeri uno''
Jean-Luc Melenchon
Tutti contro Macron dunque? E il consenso a Melenchon dove andrà? È l'unico a non aver espresso intenzioni di voto.

''Visto che al primo turno ha vinto Macron è possibile pensare che la battaglia sia contro di lui: si potrà creare un'alleanza contro Macron, che ritengo abbia fatto sostanzialmente il pieno al primo turno. E proprio perché le categorie sono cambiate, è possibile che il voto di Melenchon, antieuropeista e per la sovranità nazionale, vada al FN: credo peraltro che i Repubblicani non riusciranno a tenere e che più della metà del voto di Fillon andrà a Le Pen. Potrebbe dunque esserci una sorpresa. E comunque il ballottaggio non sarà così facile come tutti i media stanno indicando''.

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autore / Stefano Ursi
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