Francia, Fusaro: ''Le Pen e Melenchon parlano di popolo. Da Fillon o stupidità o tradimento''

24 aprile 2017 ore 13:09, Stefano Ursi
La Francia si prepara al secondo bivio, quello decisivo, il ballottaggio: lo scontro è, come molti avevano previsto, fra Emmanuel Macron (En Marche) con il 23,75% e Marine Le Pen (FN) con il 21,53%. Con Fillon (Les Republicaines) e Hamon (Parti Socialiste) che hanno già manifestato la propria intenzione di voto per Macron. Ma non Melenchon (LFI) che ha lasciato libertà assoluta ai propri sostenitori. Chi la spunterà e soprattutto quale dato emerge dalla prima tornata elettorale francese? Così a IntelligoNews il filosofo Diego Fusaro: ''Dicotomia netta fra élite mondialiste, che vogliono il proprio personaggio Macron e dall'altra parte il partito nazional-populista, sostenuto dalle classi popolari, lavoratrici, subalterne, gli sconfitti dell mondializzazione, che è quello di Le Pen''.

Francia, Fusaro: ''Le Pen e Melenchon parlano di popolo. Da Fillon o stupidità o tradimento''
Diego Fusaro
Quale dato dal primo turno delle presidenziali francesi?

''E' evidente come si sia creata una dicotomia netta fra élite mondialiste, che vogliono il proprio personaggio Macron e dall'altra parte il partito nazional-populista, sostenuto dalle classi popolari, lavoratrici, subalterne, gli sconfitti dell mondializzazione, che è quello di Le Pen''.

Si può riassumere il momento con questa frase di Gramsci: ''Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda ad arrivare. E in questo chiaroscuro nascono i mostri''?

''Certamente e io userei ancora un'altra categoria di Gramsci: 'Il vecchio fatica a morire e il nuovo fatica a nascere'. Questa è la sofferenza che stiamo provando, perché l'élite sta facendo di tutto per far in modo che non avvenga in Francia quanto avvenuto con Brexit e Trump, e per evitare che prevalga il voto di quelli che la Clinton ha definito 'la massa dei deplorevoli', cioè lavoratori e classi popolari, che nel loro sogno non devono vincere mai''.

In molti dicono che nella scelta di Fillon di sostenere Macron al secondo turno ci sia anche, in parte, il peso della propria vicenda giudiziaria. Secondo Lei?

''Forse anche quello. La domanda da porsi nel caso specifico, però, è quella storica: stupidità o tradimento?''

Stupisce il risultato di Melenchon?

''La cosa interessante di questo candidato è che segna una svolta anche in quella che un tempo si chiamava la sinistra, perché ha iniziato a tirare fuori parole che non si sentivano più: come popolo, per esempio. Una parola per la quale, negli ultimi venti anni, in quel campo c'è stato orrore, tanto da darne la definizione di populista, razzista e xenofobo. Ora, invece, si è capito che con quella parola si gioca la partita, fra élite e popolo, nel quale ci sono i lavoratori ma anche i ceti medi in fase di disgregazione. Mi pare sia oggettivamente provato che ogni qualvolta pronunciava la parola popolo i consensi salivano, mentre quando usava le categorie classiche della sinistra radical chic i voti scendevano''.

Francia, Fusaro: ''Le Pen e Melenchon parlano di popolo. Da Fillon o stupidità o tradimento''
I due sfidanti
A Parigi e nell'hinterland Le Pen si piazza solamente quarta. Francia profonda e popolare contro Francia cosmopolita e multiculturale?

''E' evidente come Parigi sia più soggetta ai processi sradicanti della mondializzazione rispetto ad altre città, al ritmo glamour e cool della mondializzazione capitalistica, e dunque voti quasi in maniera irriflessa i suoi esponenti di riferimento. Le metropoli in genere sono quelle più facilmente permeabili da questi meccanismi, nelle campagne dove c'è ancora il radicamento ai valori della terra o nei luoghi dove la mondializzazione più difficilmente riesce ad arrivare, è meno facile che prevalga immediatamente''.

Il voto della popolazione immigrata è già determinante?

''Difficile dire, visto che la Francia ha una vicenda tutta sua in tema di immigrazione. Se parliamo dei nuovi ancora non è dato sapere, se si parla delle generazioni precedenti mi pare, salvo errore, che votino Le Pen principalmente, in quanto classi perlopiù subalterne''. Macron dice: ''A chi si unisce a me non chiedo da dove viene''.

Come lo commenta?

''Come un'affermazione elettorale, per acchiappare qualche altro voto. Non chiede ad altri da dove vengano però non dice loro nemmeno dove li vuole portare: nella pentola del mondialismo sradicante e classista. Questo è il vero non detto''. Pronostico sul secondo turno: chi la spunterà? E poi sarà europeisti contro antieuropeisti? ''Sì, ma il vero discrimine per me sarà élite e popolo. Vedremo chi la spunta: se la spunta l'élite, vuol dire che il popolo è ancora impreparato a tutelare i propri interessi''.

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autore / Stefano Ursi
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