Presidenziali Francia, CasaPound: ''Il popolo ribolle. La partita è più che aperta''

24 aprile 2017 ore 14:10, Stefano Ursi
Al ballottaggio per le presidenziali francesi andranno, come tanti prevedevano, Emmanuel Macron (En Marche) con il 23,75% e Marine Le Pen (FN) con il 21,53%. Con Fillon (Les Republicaines) e Hamon (Parti Socialiste) che hanno già manifestato la propria intenzione di voto per Macron. Ma non Melenchon (LFI) che ha lasciato libertà assoluta ai propri sostenitori. Ora la sfida è a due e i risvolti di questo scontro avranno, secondo Simone di Stefano, vicepresidente di CasaPound, riflessi anche in Italia, dove, dice a IntelligoNews: ''E' ora di schierarsi. Di vedere il bluff antieuropeista dei 5stelle e di capire come, nel centrodestra, si possano tenere insieme Salvini, che tifa per la Le Pen e Brunetta che invece, ancora prima del voto, ha manifestato sostegno totale a Macron. Spero che anche qui in Italia si scoprano un po' di altarini''.

Presidenziali Francia, CasaPound: ''Il popolo ribolle. La partita è più che aperta''
Simone di Stefano
Cosa emerge dal primo turno delle presidenziali francesi?

''La partita è ancora completamente aperta, nonostante i toni trionfalistici su Macron che si leggono in giro. Dubito che molti dei voti che sono andati a Melenchon o a Fillon possano andare a Macron. Tutto è ancora da vedere''.

In molti dicono che nella scelta di Fillon di sostenere Macron al secondo turno ci sia anche, in parte, il peso della propria vicenda giudiziaria.

''Ovviamente lui ora punta al si salvi chi può, deve affrontare tutta questa vicenda e non può non affidarsi al potere vero, perché questo è Macron. Ma la Francia ha grandissimi problemi, il popolo ribolle e non è per niente detto che si schieri con il banchiere''.

C'è stupore per il risultato di Melenchon?

''Certo che c'è. Anche Melenchon proponeva ricette in parte condivisibili, critiche molto aspre ad un sistema che anche la Le Pen e noi qui critichiamo profondamente. Il risultato di Melenchon rincuora per la sua visione, che in molti definiscono estrema e che estrema non è''.

A Parigi e nell'hinterland Le Pen si piazza lontano dal podio. Francia profonda e popolare contro Francia cosmopolita e multiculturale? A Parigi tutti Voltaire e fuori invece...

''Come fu per Brexit, Londra era l'unico punto in cui si voleva ancora rimanere nell'Unione Europea. E allo stesso modo per la Clinton nelle grandi città. Nei grandi centri si vive una situazione completamente diversa da quella che si vive all'esterno, nelle periferie della nazione, dove la crisi si sente di più. Mentre nella grande capitale cosmopolita si può star lì dicendo 'sono cittadino del mondo', 'tutto va bene', anche se poi non è così. È una grande narrazione di cui chi vive nei grandi centri è parte. La cosa che mi stupisce di più però sono i movimenti antifascisti che si mettono a fare gli scontri contro la Le Pen: hanno di fronte un candidato delle banche, di Rotschild, dell'Unione Europea, dell'establishment e di tutto ciò di cui parlano male da anni e cosa fanno? Mettono in atto scontri contro la leader del FN che dice che questo sistema va smantellato? Quando muoiono i loro compatrioti in casa scendono in piazza con i gessetti colorati, mentre quando manifestano contro la Le Pen scendono con bastoni e sassi...''

Il voto della popolazione immigrata è già determinante?

''Sì, visto che in Francia c'è lo Ius Soli ed è chiaro come questa circostanza sia determinante: ci sono cittadini francesi 'cosiddetti' di seconda generazione che votano, ma che quando gioca Francia-Algeria scendono in piazza con le bandiere algerine o che a più riprese mettono a ferro e fuoco le bainlieu. Se questo non è determinante non saprei cosa possa esserlo. La battaglia primaria è sullo Ius Soli, non solo in Francia ma anche in Italia''.

Pronostico sul secondo turno: sarà europeisti contro antieuropeisti? Chi la spunta?

''Sì, ma anche, come noi diciamo da tempo, globalisti contro patrioti, identitari. Secondo me la spunterà la Le Pen perché è in grado di catalizzare una rabbia che c'è anche a sinistra, e che è fortissima. E la cosa più interessante sarà vedere gli effetti anche qui in Italia: è ora di schierarsi. Di vedere il bluff antieuropeista dei 5stelle e di capire come, nel centrodestra, si possono tenere insieme Salvini, che tifa per la Le Pen e Brunetta che invece, ancora prima del voto, ha manifestato sostegno totale a Macron. Spero che anche qui in Italia si scoprano un po' di altarini''.

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autore / Stefano Ursi
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