Francia, Cacciari: ''La catastrofe socialdemocratica e il voto di conservazione a Macron''

24 aprile 2017 ore 14:42, Stefano Ursi
Saranno Emmanuel Macron (En Marche) con il 23,75% e Marine Le Pen (FN) con il 21,53% a contendersi, al ballottaggio, l'Eliseo. Dopo il primo turno che ha sancito la scomparsa dall'agone elettorale dei partiti tradizionali, ora la sfida è a due e il risultato influenzerà pesantemente non solo la Francia ma anche il futuro dell'Europa. A IntelligoNews il commento del filosofo Massimo Cacciari.

Francia, Cacciari: ''La catastrofe socialdemocratica e il voto di conservazione a Macron''
Massimo Cacciari
Cosa emerge dal primo turno delle presidenziali francesi?

''Quello che mi aspettavo e che dissi al vostro giornale giorni fa. Ovvero un'affermazione di Macron, perché in una situazione così incasinata, di disordine globale, le paure si moltiplicano e dunque l'avventura lepenista è destinata ad avere meno attrattiva. È un voto di conservazione e l'ultimo attentato non ha certo favorito la Le Pen, a differenza di quel che alcuni pensavano. Questo è il primo dato. Il secondo è la catastrofe della socialdemocrazia europea, un grande fatto storico che matura da tempo e che il voto ha consacrato: le socialdemocrazie europee sono i primi grandi partiti di massa che il regime democratico europeo ha conosciuto. Il loro collasso, vedasi il Labour in Inghilterra e l'Italia dove non esiste più una forza socialdemocratica o la Germania dove Schultz sta gà retrocedendo repentinamente, è un fatto incredibile. Di portata epocale''.

C'è stupore per il risultato di Melenchon?

''No, perché è del tutto naturale: il collasso della socialdemocrazia non vuol dire il collasso di una prospettiva di sinistra. Collassa in Grecia e c'è Tsipras, in Spagna e c'è Podemos, in Italia e c'è Renzi: in una formula o nell'altra, una prospettiva che occupi parte di quel settore fondamentale della storia politica europea nasce. Non è che collassa la socialdemocrazia e tutti si diventa di destra, nascono forze nuove che non hanno nulla a che vedere con quel patrimonio storico e culturale''.

A Parigi e nell'hinterland Le Pen si piazza lontano dal podio: che significa?

''E' la stessa cosa che accade da noi, dove le forze che noi malamente definiamo 'populiste' conquistano le periferie mentre le forze più tradizionali si arroccano nei centri urbani: facendo un esempio è come da noi, dove il Partito Democratico prende voti ai Parioli''.

La popolazione immigrata è già determinante sul voto in Francia?

''Determinante non lo so, ma di certo è destinata a crescere per ragioni materiali, demografiche: la popolazione europea di origine extracomunitaria arriverà al 30% fra una decina d'anni e se continua così alla metà entro la fine del secolo. Ed è dunque è chiaro che sia destinata a pesare sempre di più''.

Pronostico sul secondo turno: sarà europeisti contro antieuropeisti? Chi la spunta?

''Vincerà Macron con 10/15 punti di distacco''.

Secondo Lei una parte di voti di Melenchon non andranno a Le Pen?


''No, assolutamente no. I flussi di voto saranno quelli delle, devo dire, molto serie indicazioni di voto. Una maturità che noi ci sogniamo. Si figuri dopo elezioni di questo genere da noi Grillo o Salvini che danno indicazioni di voto di questo tipo. Ad ogni modo gran parte dei voti gollisti, socialisti e di Melenchon andranno a Macron. Quelli che andranno a votare, che saranno pochi ma comunque sufficienti a stabilire un netto distacco da Le Pen. Mi pare non possa andare diversamente''.

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autore / Stefano Ursi
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