Presidenziali Francia, Fedriga (LN): ''Sfida durissima. Miliardi e poteri in movimento''

24 aprile 2017 ore 18:31, Stefano Ursi
A contendersi l'Eliseo, fra 15 giorni al ballottaggio, ci saranno Emmanuel Macron (En Marche) con il 23,75% e Marine Le Pen (FN) con il 21,53%. Dopo il primo turno che ha sancito la scomparsa dall'agone elettorale dei partiti tradizionali, con Fillon e Hamon che hanno già dato indicazione di voto per Macron e Melenchon che lascia libera scelta, ora la sfida è a due e il risultato influenzerà pesantemente non solo la Francia ma anche il futuro dell'Europa. A IntelligoNews il commento di Massimiliano Fedriga, parlamentare della Lega Nord.

Presidenziali Francia, Fedriga (LN): ''Sfida durissima. Miliardi e poteri in movimento''
Massimiliano Fedriga
Che dato emerge dal primo turno delle presidenziali francesi?

''Emerge uno sfaldamento generale dei partiti tradizionali che hanno governato in questi anni la Francia, la costruzione a tavolino da parte dei poteri europei dell'immagine di un banchiere ex ministro dell'Economia del governo Hollande, ed emerge una forza sovranista vicina ai francesi che è il Front National, che malgrado abbia avuto ed avrà tutti contro anche al prossimo turno, ha ottenuto un risultato storico''.

C'è stupore per il risultato di Melenchon?

''Sicuramente il disagio si è espresso anche in quel voto, infatti noto che in moltissimi collegi prima è arrivata Le Pen e seconda l'estrema sinistra; dunque evidentemente c'è un disagio che ha preso forma anche in questo voto. E che fa da corollario al vero dato, ovvero che sono stati travolti i socialisti e i repubblicani''.

A Parigi e nell'hinterland Le Pen si piazza lontano dal podio: che significa?

''E' una circostanza che abbiamo visto anche nelle elezioni americane, in cui le grandi città dove ci sono finanza, immigrazione incontrollata e dove si è perso lo spirito del proprio Paese si vota regolarmente sinistra o i partiti mondialisti. La provincia produttiva, dove ci sono operai, agricoltori, lavoratori e creatori di Pil si vota per difendere il proprio territorio''.

La popolazione immigrata è già determinante sul voto in Francia?

''Al di là dei flussi elettorali specifici della Francia, è evidente come nel tessuto sociale parigino e dell'hinterland sia da decenni iniziato un processo migratorio che ha sconvolto quelle realtà. Aree, non solo in Francia, che di francese non hanno più nulla, sono estranee al tessuto sociale, economico e culturale. E questo influenza tutto ciò che c'è intorno''.

Pronostico sul secondo turno: sarà europeisti contro antieuropeisti? Chi la spunta?

''Non so se sarà questo lo scontro. Noi, per quel che posso dire, non siamo contro l'Europa in sé ma contro questa Europa, che dobbiamo smantellare per ricostruirne una dei popoli. Questo, comunque, sarà generalmente lo scontro fra chi vuole che il potere sia gestito dal popolo e chi invece dalla grande finanza. Non a caso il centrodestra francese appoggia un ex ministro socialista, guardacaso proveniente da una banca d'affari. La sfida, come evidente, sarà molto dura perché quando si muovono miliardi, tutti i mezzi di informazione e tutti i partiti, non può che essere così. Negli Usa Trump è riuscito a resistere e il popolo ha scelto liberamente, ma la sfida, in questo senso, non è mai semplice''.

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autore / Stefano Ursi
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