Diego Fusaro: "Rossi, Emiliano, Renzi e il socialismo: cosa penso della sinistra oggi"

24 febbraio 2017 ore 12:41, Andrea De Angelis
Pd o non Pd? E l'uscita di Scotto da Si per andare da Pisapia, o ancora Speranza ed Enrico Rossi con quel "Democratici Socialisti" che non piace (nel nome) a Cacciari. IntelligoNews parla di sinistra nell'intervista a Diego Fusaro, il quale nell'affermare che "Emiliano rispetto a Renzi è un gigante", aggiunge però che il progetto "fuori dal Pd" di Enrico Rossi è "migliore". Il motivo? "Quel brand è fallimentare...".

Rossi, Speranza ed Emiliano hanno presentato Democratici Socialisti a Roma lo scorso sabato, ma ventiquattro ore dopo Emiliano è tornato nel Pd per sfidare Renzi alle primarie. Quel termine "socialisti" le piace, è giusto o come dice Cacciari appartiene allo scorso secolo? In Europa e non solo è tutt'altro che passato...
"Oggi è necessario richiamarsi ai valori del socialismo visto che l'utopia capitalista sta rivelando il suo fallimento totale. Sarebbe assurdo dire più libero mercato, più liberismo, più competitività quando tutte queste cose stanno rivelando il loro tragico fallimento. Ben venga il richiamo al socialismo, basando la società democratica su una regolamentazione del mercato per la comunità umana e i suoi bisogni. Guardo quindi con grande favore al ripristino del termine socialismo, a patto che si ripristino anche i valori e le pratiche concrete oltre al termine...".

Cosa significa oggi essere socialisti?
"Difendere la nazione, la comunità e gli esseri umani al suo interno. Difendere l'interesse nazionale puntando sul sociale e sul lavoro". 

Diego Fusaro: 'Rossi, Emiliano, Renzi e il socialismo: cosa penso della sinistra oggi'
Quindi la risposta è duplice: o il socialismo o il protezionismo di una certa destra?

"Il protezionismo lo dicono a parole, ma anche a destra ormai sono tutti liberisti. Aveva ragione Gaber quando cantava che ormai il liberalismo era di destra e andava bene anche a sinistra. Anche a destra vedo molta ipocrisia e confusione, non penso che ci sia la soluzione lì". 

Michele Emiliano torna nel Pd per sfidare Renzi, o forse non ne è mai uscito. Non c'è il rischio di confondere ulteriormente l'elettorato di centrosinistra, oppure è corretto riprendersi il partito per un'operazione stile Francia con Valls sconfitto da Hamon?
"Penso che rispetto a Renzi Emiliano sia un gigante". 

Non solo fisicamente.
"Sì, non deve neanche sfidarlo perché significherebbe perdere energie contro un vuoto nichilistico che ormai è in decompressione. Emiliano dovrebbe riscoprire i valori del socialismo, questo è il punto fondamentale, ed entrare in conflitto con l'ordine capitalistico. Ovvero con l'Unione Europea, con le leggi del mercato regolamentato. Lì si parrà la sua nobilitate, per dirla col Poeta...".

Ma è meglio combattere da dentro o creare un soggetto esterno?
"Secondo me farebbe meglio a combattere da fuori, lasciando il Pd al suo destino. Ormai il Partito Democratico è impresentabile, un brand fallimentare". 

Quindi meglio l'operazione di Enrico Rossi?
"Sì, così bisognerebbe fare. Il Pd è un marchio inutilizzabile, bisogna non combatterlo da dentro, ma lasciarlo al suo destino funesto". 

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