Dalla Francia lo storico Franco Cardini rivela "l'unione sacra per ostacolare Le Pen e il pericolo"

24 febbraio 2017 ore 16:51, intelligo
di Stefano Ursi

Si avvicinano le elezioni presidenziali francesi. Fillon, Macron, Le Pen, la sfida è aperta. Ma che aria si respira in Francia? Come la pensano i francesi? E soprattutto quali analogie con la situazione italiana? IntelligoNews lo ha chiesto al prof. Franco Cardini, storico.

Che aria si respira in Francia?


''Cattiva. Direi che c'è molta tensione, è un'aria abbastanza simile a quella che si respira in Italia. Molta tensione e molto disorientamento: quello che è riuscita a fare la nostra globalmente pessima classe politica è stato disorientare la società civile, ovvero il peggior servizio che le si potesse fare. Perché è peggio che dividerla, visto che le divisioni quando sono passabilmente chiare in generale preludono, spesso, ad una situazione che può essere l'accordo o lo scontro. In Francia gli schieramenti sono più netti che da noi, però mi pare che in generale i francesi abbiano un'impressione che io ho potuto respirare parlando con il giornalaio o prendendo il caffè: cioè che l'unica persona che vagamente ricorda un personaggio politico, che fa discorsi politici di un certo equilibrio, nonostante le posizioni e la provenienza, è Marine Le Pen. E francamente mi preoccupa il tentativo di buttare lì l'unione sacra pur di ostacolare la Le Pen, che mi ricorda tanto quello degli 'scissionisti' del Pd per ostacolare Renzi, con il solo risultato probabilmente di favorirlo''.

Dalla Francia lo storico Franco Cardini rivela 'l'unione sacra per ostacolare Le Pen e il pericolo'
Franco Cardini
Lei pensa, dunque, che la leader del FN uscirà rafforzata da questa situazione e dagli attacchi?

''Vede, è un dato obiettivo: io dico da sempre che occorre stare attenti alle demonizzazioni. Lo dico anche ai professori di scuola media quando, presentando ad esempio la Shoah, insistono con queste cose, a volte un po' indiscriminate: fate attenzione a non dare l'impressione di un discorso dogmatico e metastorico, altrimenti i ragazzi finisce che o si stufano o per dispetto cominciano a pensare altre cose. Con Marine Le Pen ho l'impressione che un pochino stia succedendo la stessa cosa; ci sono tutta una serie di politici e di mass media allineati e coperti che quando parlano di lei paiono parlare di Adolf Hitler o del diavolo. Occorre stare molto attenti al livello di gente che pensa che tutto sommato stia dicendo cose plausibili. Anche in Europa. Ho avuto modo di vedere casualmente in tv il raduno dei sovranisti, è lei, francamente, l'unica persona normale: rispetto all'olandese o alla signora tedesca è l'unica che persona presentabile, che fa dei discorsi politici. Intendiamoci, lei sa bene che non ce la farà, ma probabilmente si sente più vicina al potere rispetto a chi, soprattutto da noi, straparla di profumo della vittoria''.

Che personaggio è Macron?

''E' un personaggio che può sorprendere, che nasconde molte incognite fra cui quelli di una sua competenza e abilità che a volte traspaiono e che domani potrebbero trasparire anche di più. Vede il problema non è Macron ma i macronisti, che sono spesso ambigui e isterici, sono macronisti a giorni pari o dispari. Il panorama è molto frazionato e non c'è grande distinzione, ripeto, a parte Marine Le Pen e una parte del Partito Socialista. Per il resto siamo di fronte a gente che dice di avere molti programmi ma ne parla il meno possibile, il che significa che ne ha pochi. Ha poche idee ma confuse. Che sono sempre quelle, come l'attenzione a non ricadere negli statalismi, la fedeltà all'Occidente, che io francamente non comprendo cosa vogliano dire. Io la parola Occidente la userei il meno possibile, tenterei piuttosto di capire cosa accade qui da noi in Europa, dalla Nato all'Euro. Una volta tanto smettiamola di essere così esterofili, io non trovo che in Francia ci sia maggior chiarezza che in Italia; e che la società civile francese forse sia un po' più seria di quella italiana non lo so, sporca meno per terra ma ha meno turisti''.

Sono due situazioni parallele?


''Ma si organizzano intorno a soggetti differenti. Nel caso della Francia c'è un disorientamento di carattere nazionale, mentre in Italia vedo che questo sia legato più alla mancata chiarezza all'interno delle diverse posizioni politiche, sia di quelle in crisi che di quelle che paiono marciare con il vento in poppa. Nonostante tutte le ostentate sicurezze di Grillo, per fare un esempio, si può vedere come a Roma sia arrivato, abbia espresso il parere della sibilla sullo Stadio e una parte dei suoi immediatamente gli hanno dato sulla voce; e poi non so, come leggo sui molti media, se la situazione romana davvero non si rifletterà sulle scelte degli elettori, se a Roma aggiungiamo Parma e Livorno. Il luminoso esempio di Torino è di una abile amministratrice, che ha esperienza sua che ha messo a disposizione del movimento e per ora sta andando bene. La grande forza dei 5 stelle, mi pare, sia la debolezza degli altri. Certo è che davanti al discorso prepolitico e che l'Italia va a rotoli e che non è decollato nemmeno il progetto degli aiuti ai terremotati, e altre cose che ha detto il Commissario, si drizzano i capelli. Non è che potesse denunciarle da osservatore esterno che critica una situazione: le case erano state promesse e ne sono state consegnate poche. Non è una posizione diversa, quella di un uomo navigato ed esperto, da quella della Raggi che si dimentica di essere sindaco di Roma ma va dai tassisti e dice sono con voi. E nemmeno siamo al finale, visto che il fondo ancora non l'abbiamo toccato. Io ho la sensazione, che non ho mai avuto nemmeno negli anni di piombo, che verso il fondo ci stiamo andando. E sono tornate a vedersi scene di piazza fra manifestanti e polizia che non si vedevano più dagli anni '80. E non è un buon sintomo, come non lo è l'ordine quando è totale e assoluto accompagnato da un consenso morale''.

#lepen #macron #francia
autore / intelligo
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