Trump, Veneziani: “Protezionismo e Dio, patria, famiglia come valori: comunque svolta epocale”

24 gennaio 2017 ore 13:01, Andrea Barcariol
Promosso per il discorso inaugurale e per i primi provvedimenti “promettenti”, rimandato per la revisione dell’Obamacare. E’ questo il giudizio su #Trump di Marcello #Veneziani, giornalista e scrittore intervistato da IntelligoNews.

Trump nel suo discorso inaugurale ha utilizzato spesso le parole Dio, Patria e Famiglia. Cosa ne pensa?

«Questo discorso segna un punto di rottura rispetto a un processo antico e consolidato che chiamiamo globalizzazione. Nel momento in cui viene prima l’America, il protezionismo è l’orizzonte economico e Dio, Patria, Famiglia sono i valori di riferimento, siamo di fronte a un cambiamento epocale. Si può discutere sulla credibilità di Trump, sul contesto in cui agisce, ma resta la frattura rispetto ai predecessori, non solo Obama, ma anche l’amministrazione Bush perché con il protezionismo viene messo in discussione il modello del mercato globale. Il discorso è radicalmente innovativo rispetto al presente».

Trump, Veneziani: “Protezionismo e Dio, patria, famiglia come valori: comunque svolta epocale”
Trump ha già tolto i fondi alle Ong che sostengono l’#aborto, ha nominato un giudice pro life alla Corte Suprema e la sezione Lgbt è sparita dal sito della Casa Bianca. Come giudica questi primi provvedimenti?

«Sono primi segnali promettenti, forse meno promettente è la messa in discussione della sanità. Si conosce il clima di fondo che divide repubblicani e democratici ma non so come conciliare questa difesa della vita in altri ambiti con una scarsa sensibilità solidale, anche se è presto per dirlo. Mi sembra che la revisione dell’Obamacare non sia una delle cose più tempestive e migliori da fare».

Si può parlare di un Trump pro life o sta dando seguito alle promesse elettorali?

«Comunque sono segnali, magari per assecondare il suo elettorato o possono essere le accortezze dell’opportunista che vince, ma bisogna dire che per ora è stato coerente e ha risposto alle aspettative di chi lo ha votato e di chi crede a una revisione della deriva nichilista-permissiva della società occidentale».

Il vero banco di prova sarà la politica estera. Cosa si aspetta in questo settore?

«Noto due cose estremamente positive: la riapertura alla Russia con una ricaduta positiva per l’Europa che è stata frenata nei rapporti con Putin e la svolta isolazionista: è molto meglio un’America meno interventista, soprattutto in Medio Oriente. L’amministrazione Obama ha fatto cadere regimi che servivano da freno sia per l’immigrazione sia per il terrorismo, Trump dice guerra a oltranza al terrorismo senza però prefigurare interventi e senza vedere la Siria come il campo di battaglia per la lotta alla Russia. Non dimentichiamo le bombe sganciate dal democratico e pacifista Obama sulla Siria».
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