Allerta Black Bloc a Roma, l'intervista a Casarini: "Assurdità, vero pericolo è creare paura"

24 marzo 2017 ore 20:00, Andrea De Angelis
Un dispiegamento di forze enorme, quasi da record per la città. L'anniversario dei Trattati di Roma, che porterà a una nuova firma dei 27 Stati membri (Polonia permettendo), sta riempiendo le pagine dei giornali soprattutto per il timore di disordini nella capitale. Numerose le manifestazioni previste, il piano di chiusure (anche pedonali) scatterà nelle prossime ore. Attenzione massima dunque al Viminale dove il ministro Minniti ha tracciato la linea: "Ogni protesta sarà consentita, ma non superando il limite che porta alla violenza". Contro le frange estremiste dei movimenti che scenderanno in piazza, si agirà con "tranquilla fermezza", ha aggiunto. IntelligoNews ne ha parlato con il politico Luca Casarini, tra gli attivisti italiani più noti...

Minniti ha detto che non saranno permesse manifestazioni violente, ma il timore resta vivo. Lei sarà a Roma domani?
"Materialmente non ci sarò perché impegnato a Palermo in un'importante assemblea per le Amministrative. Ci sarà ovviamente Sinistra Italiana e tante compagne e compagni di moltissime associazioni che hanno proposto il corteo La Nostra Europa". 

Allerta Black Bloc a Roma, l'intervista a Casarini: 'Assurdità, vero pericolo è creare paura'
Anche voi temete che possano esserci disordini a Roma, il rischio è reale?

"No, io non credo. Purtroppo per i tempi che corrono, ma anche per una ragionata strategia di dissuasione alle proteste, si è creato un clima che poi rimbalza, che si autoalimenta. Anche a partire da fatti che accadono, la questione di Londra è  certamente alla ribalta ed aumenta una tensione che però, ripeto, è molto pompata. Credo faccia parte delle tecniche di dissuasione che le polizie europee in particolare mettono in campo ogni volta che ci sono proteste molto sentite. Questo è l'altro dato. C'è il tentativo di confezionare all'interno di una celebrazione il gigantesco problema dello smarrimento della ragione sociale dell'Europa. Questa cosa certamente non si risolve con delle tecniche di comunicazione. Ci sono le condizioni materiali degli europei che parlano chiaro".  

La Stampa oggi titola: "Roma, scatta l'allerta terrorismo ma fanno più paura i black bloc". Vede il pericolo di una nuova Genova?
"Tutte assurdità, giocate solo per creare paura. Governano sulla paura e questo è più pericoloso di ogni cosa per me"

Contro cosa manifesterete domani?
"La nostra manifestazione, convocata alle 11 a Piazza Vittorio, ha come cifra che questa Europa va cambiata a partire dai trattati, dalla sua natura politica, dalla democratizzazione che si impone nel rapporto tra cittadini e governance. Siamo in presenza di un'Europa snaturata, che non ha consistenza perché ha abdicato a un ruolo politico e democratico, affidandosi nelle mani di tecnocrazie di mercato". 

Non vi basta dunque questa formula delle due velocità che domani sarà messa nero su bianco?
"L'Europa che abbiamo davanti e che ha provocato l'implosione stessa dell'idea sociale di Europa è già a due velocità. Come non vedere che ci sono due velocità tra la dimensione del Nord e quella del Sud. Addirittura era stato coniato all'inizio della crisi il termine Pigs, per definire anche con un eufemismo non nascosto gli Stati del Sud Europa, quelli su cui gravava un altissimo debito pubblico".

Ovvero Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. 
"Esattamente. Quindi l'Europa a due velocità, ma forse anche a tre c'è già. Il tema per me è la velocità della composizione sociale dell'Europa. Noi abbiamo due velocità anche tra chi accumula ricchezza e chi resta indietro. Io guardo a quelli che restano indietro. Sono la maggioranza". 

Spesso quando c'è una manifestazione contro ci si dimentica di dire cosa si propone. Cosa proponete in concreto?
"Innanzitutto una ridiscussione complessiva dei trattati. Non vanno più bene, hanno prodotto l'Europa a più velocità e la disparità tra cittadini. La seconda questione che presentiamo è la democratizzazione completa della dimensione europea. Il che vuol dire ad esempio un rapporto diverso tra il Parlamento europeo, l'elezione della governance e i cittadini. Terzo elemento che proponiamo è quello relativo alla ragione sociale e ai valori fondamentali. L'Europa non può essere una fortezza che si blinda nei confronti dei diritti umani perché è nata sul concetto dei diritti umani. Il diritto d'asilo oggi è messo pesantemente in discussione ad esempio dall'Ungheria. L'Europa che oggi parla un linguaggio diverso, degli ultimi è quella che vede i migranti protagonisti di un tentativo di attraversamenteo dell'Europa osteggiati dalle istituzioni. Mi vengono in mente i muri di Orban, ma anche i morti nel nostro mar Mediterraneo. Un'Europa senz'anima, senza valori fondamentali esiste solo nelle banche. Noi dobbiamo ridare un'anima, un corpo, delle passioni. Un'Europa sociale e democratica, che non ha il mercato come unica cifra". 

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