Operatrice uccisa, Meluzzi: "Unità protette, una Babele. Psicopatici cronici guariti? Direi nessuno"

25 gennaio 2017 ore 13:44, Americo Mascarucci
"Una persona affetta da turbe psichiche non può essere affidata ad una ragazza con eccessiva facilità. Temo che sia stata sottovalutata l'effettiva pericolosità di questo soggetto. Le indagini chiariranno".
Lo psichiastra Alessandro #Meluzzi commenta con Intelligonews l'omicidio della #terapista 25enne operante nella struttura protetta 'Clarabella', vicino a #Iseo (Brescia), uccisa con #dieci coltellate da un uomo di 53 anni, di origine marocchina, che la ragazza aveva in cura. L'uomo da anni in Italia con un regolare permesso di soggiorno, soffriva da tempo di turbe psichiatriche.

Il barbaro omicidio è avvenuto all'interno di una struttura definita protetta gestita pare da una cooperativa sociale. Di che tipo di struttura si tratta?

"Probabilmente si è in presenza di una sorta di Gruppo Appartamento legato ad una struttura riabilitativa, organizzato come un agriturismo. Le comunità protette esistono in Lombardia, ma mi pare che non sia il caso della struttura in questione anche a giudicare dal tipo di organizzazione del personale impiegato. E' spesso difficile tuttavia inquadrare il concetto di comunità protetta nell'ambito del sistema legislativo italiano, in cui ogni Regione ha una propria e autonoma legislazione in ambito psichiatrico. Anche le strutture cosiddette intermedie che hanno sostituito i vecchi manicomi vengono chiamate con nomi diversi. Nel Lazio per esempio si chiamano case famiglie, in Lombardia e Piemonte unità protette e la stessa organizzazione di queste strutture è molto diversificata. E' chiaro che in un quadro così frammentato, un'autentica babele, appare difficile fare un discorso sensato sull'appropriatezza dell'inserimento di questo soggetto all'interno della struttura in questione. Che uno psicotico armato di coltello venga lasciato solo con una ragazza è una questione tutta da discutere".
Operatrice uccisa, Meluzzi: 'Unità protette, una Babele. Psicopatici cronici guariti? Direi nessuno'

Appunto, era opportuno che questo soggetto stesse in questa comunità e non magari in un ospedale psichiatrico?

"Questo soggetto per stare lì potrebbe essere stato uno psicotipo cronico, quindi la prima regola da seguire dovrebbe essere quella di accertarsi che non giri armato di coltello. Poi bisognerà anche capire come si è impossessato del coltello con cui ha ucciso la ragazza, se magari lo ha preso di nascosto intrufolandosi nella cucina o se magari era già in suo possesso, se lo teneva regolarmente in tasca per dimostrare, come è abitudine di molti levantini, una propria autorevolezza o virilità. La prima cosa che lui ha ripetuto come un mantra, che probabilmente deve aver interiorizzato dopo averlo sentito ripetere da qualcuno, è che le donne non devono mai essere picchiate. Peccato che in questo caso la donna non sia stata picchiata ma accoltellata più volte. Sarà interessante capire quale valutazione psichiatrica ha portato questo psicotico cronico ad essere affidato ad una donna sola. Purtroppo sono incidenti che possono capitare a tutti in psichiatria. Ma la psichiatria non si fa soltanto con i buoni sentimenti, semmai anche con i buoni sentimenti ma non unicamente con quelli".

Che intende dire?

"Che anche in psichiatria bisogna stare molto attenti a non farsi trascinare troppo dall'ottimismo. Da quando è entrata in vigore la legge Basaglia ho sentito tante belle parole. Innanzitutto deistituzionalizzazione con riferimento alla chiusura dei manicomi, poi stigma con riferimento al marchio con cui viene fissata l'esclusione sociale del soggetto, risocializzazione, ossia la necessità di reinserire il malato psichiatrico. Oggi si sono aggiunte due nuove parole, ricovero e guarigione nella certezza che il malato possa essere pienamente recuperato. Peccato che negli ultimi 38 anni di psichiatria, di psicotici cronici guariti ne ho visti pochi, per non dire nessuno".
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