Accordo Russia-Turchia, G. Chiesa: "Svolta epocale di Erdogan. Enormi ripercussioni strategiche"

25 gennaio 2017 ore 15:30, Americo Mascarucci
La Turchia riconosce la Siria di Assad. Per alcuni si tratta della grande vittoria di Putin, comunque la si analizzi, è una svolta epocale. IntelligoNews ha intervistato il giornalista ed esperto Giulietto Chiesa, sull'accordo per il monitoraggio della tregua in Siria e sugli effetti geopolitici che una decisione del genere avrà anche rispetto all'America che oggi con Trump sembra evitare non guardare più così ad oriente...

La Turchia di Erdogan riconosce la Siria di Assad. Che significato ha questa mossa?
"Uno solo: la Turchia di Erdogan ha  perso la guerra di Siria. E al contempo ha deciso di ricollocarsi a suo proprio interesse in una posizione più vantaggiosa nei confronti della Russia. E' un cambiamento che avrà enormi ripercussioni strategiche. Erdogan ha preso atto che non si può avere troppi nemici contemporaneamente. E’ un segno di rinsavimento".

Cosa cambia geopoliticamente e cosa cambia politicamente?
"L’attenzione si sposta a Est. Anche la collocazione della Turchia nella Nato non sarà più la stessa. L’Asia diventa più importante dell’Europa anche per la Turchia".

Quanto dà fastidio all'America questa ritrovata unità fra Siria e Turchia nel segno di Putin?
"Dipende di quale America stiamo parlando. Dopo Trump dovremmo sapere che di Americhe ce n’è più d’una. E che queste due sono in lotta tra di loro. In un contesto di minore esposizione estera degli USA, come Trump lascia intravvedere, una Turchia meno aggressiva verso l’esterno non dovrebbe essere pericolosa".

L'America di Trump appare sempre più chiusa e isolazionistica rispetto alle questioni internazionali. Ci fosse stata la Clinton come avrebbe invece reagito?
"Mandando una squadriglia di aerei a bombardare Aleppo e preparando l’esercito di mercenari già pronto ai confini del Donbass ad un'offensiva contro le due repubbliche di Donetsk e di Luhansk. Cioè invece che fare un passo indietro dalla soglia della guerra ne avrebbe fatti due in avanti secondo me. Confermo il giudizio che diedi prima del voto americano. Con Trump, perlomeno, avremo qualche tempo in più per riflettere".

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