Taormina G7, Tonelli (Polizia): "Location giusta, ma rischi rimangono e l'emergenza"

25 maggio 2017 ore 14:02, Andrea Barcariol
Taormina blindata da giorni in vista del G7. Imponenti le misure di sicurezza: 7mila uomini impiegati tra Forze di Polizia e militari che da giorni presidiano ogni accesso alla città e ogni vicolo, così come le uscite dell’autostrada. Sette check point, con metal detector, spazio aereo chiuso e pattuglie anche sulle spiagge. Intelligonews ha chiesto a Gianni Tonelli segretario generale del sindacato di Polizia Sap, il suo punto di vista sull'organizzazione del vertice.

Taormina G7, Tonelli (Polizia): 'Location giusta, ma rischi rimangono e l'emergenza'
Come si gestisce un evento del genere a livello della sicurezza?


«Ho motivo di pensare, visto lo spiegamento di forze, che l'apparato sia idoneo. Il problema è uno: tutto ciò va a discapito del territorio, noi abbiamo vuoti di organico che arrivano a 45mila unità, di cui 18mila solo nella Polizia di Stato. Ci sono 3mila persone che sono distratte nell'emergenza stranieri. L'altro giorno abbiamo segnalato, ad esempio, che i valichi sono scoperti perché non ci sono gli uomini da mandare».

La coperta è corta.

«Esatto, se copri la faccia scopri i piedi, noi abbiamo scoperte anche le ginocchia».

Visto lo spiegamento di forze si riesce ad arrivare al pericolo zero o i rischi ci sono sempre?

«Intelligentemente dopo i fatti di Genova (il G8 del 22 luglio 2001 ndr), le location sono state individuate in maniera controllata, pensiamo all'isola della Maddalena in Sardegna, anche se poi il G8 fu spostata a L'Aquila per il terremoto, e ora a Taormina che è blindata naturalmente. Non è una grande città dove possono convogliare infinite persone. Le vie di accesso sono poche, le persone possono essere tranquillamente filtrate, però i rischi rimangono, anche per gli eventi collaterali e per il territorio. Consideriamo che su tutto il territorio è diminuita la presenza di volanti di circa il 35%-40% a causa dei tagli».

Verranno impiegati circa 7.000 uomini, in questi casi ci si riesce a coordinare bene?

«In queste fasi di emergenza si riesce a coordinarsi bene, ma è nella vita quotidiana che tutto ciò manca. Ognuno fa bottega. In queste situazioni, in caso di mancanza di coordinamento, ci sono persone che si esporrebbero alle ire del sistema se si dovessero verificare fatti infausti e negativi».

A volte però si paralizzano le città, come nel caso della visita di Trump a Roma. E' sempre necessario?

«L'unica possibilità sarebbe spostare tutti i centri istituzionali, Vaticano compreso, fuori dalla città altrimenti non ci sono soluzioni. E' uno dei limiti che la sicurezza impone. Questo è indiscutibile. Nel caso di Taormina, poi lo spiegamento è d'obbligo perché bisogna garantire la sicurezza dei Capi di Stato degli altri Paesi. Generalmente è un problema di scelta, la sicurezza dei
cittadini dovrebbe essere il primo valore di uno Stato moderno».

Questa settimana sono stati sospesi gli sbarchi dall'Africa, misura di sicurezza necessaria?

«Vuol dire quindi che si può fare, serve la volontà politica nazionale o forse sovranazionale, su questo si possono fare ipotesi fantasiose. Il problema è che ci sono interessi molto forti, visioni ideologiche e pressioni internazionali affinché si vada in questa direzione che però non risolve il problema. Se gli stessi soldi che abbiamo speso per l'immigrazione, li avessimo impiegati in Africa avremmo moltiplicato i benefici di decine di volte».


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