Accordi Italia-Libia su migranti, Librandi (CI): "Primi frutti concreti. Altri urlano"

25 maggio 2017 ore 15:10, Stefano Ursi
La gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo è un tema di cui si dibatte da tempo e che tiene impegnati i media e l'opinione pubblica in maniera praticamente costante. Oggi si torna a parlare delle circostanze in cui alcuni barconi sono stati fatti tornare indietro, grazie alla collaborazione fra le guardie costiere nell'alveo degli accordi fra Italia e Libia. Su questo e sulle prospettive a medio e lungo termine IntelligoNews ha sentito il parlamentare di Civici e Innovatori Gianfranco Librandi: ''Quando il Mediterraneo rinascerà, tutti saranno pronti a dire che hanno dato il loro contributo nell'ottenere questo risultato: ma l'Europa si è comportata malissimo, ci ha abbandonati, e l'Italia, nonostante populisti e alcuni Paesi europei che hanno ricevuto più di altri per poi alzare muri, è stata eroica''.

Gli accordi di collaborazione fra Italia e Libia hanno visto alcuni barconi rientrare in territorio libico, in virtù di una veloce intercomunicazione con la Guardia Costiera Libica. Lei spesso ha puntato l'attenzione su questa dinamica: a che punto siamo?
Accordi Italia-Libia su migranti, Librandi (CI): 'Primi frutti concreti. Altri urlano'
Gianfranco Librandi

''Anche ieri abbiamo visto che questo accordo inizia a dare i suoi frutti: se gli accordi funzioneranno, e nella speranza che i campi in Libia siano 'umani', dobbiamo per forza proseguire su questa strada, perché c'era il rischio che il Paese subisse una svolta populista. In questo modo i populisti si renderanno conto che operando con il sale in zucca, ora trovando accordi con i popoli che si affacciano sul Mediterraneo, e poi magari calcolando quanta forza lavoro serve in Italia ogni anno e tramite le ambasciate comunicare questi dati alle rispettive Nazioni, si riuscirà a giungere a degli arrivi graduali per chi avrà a breve un posto di lavoro, e potrà così spedire ai propri cari un po' dei guadagni realizzati in Europa. Non a caso parlo di Europa, perché a quanto pare a breve lo status a livello europeo verrà concesso in maniera più veloce, e anche questo sarà un sollievo per gli italiani che non amano vederli bighellonare per le città. Questo processo permetterà, nel Continente Africano, di attivare gradualmente delle economie, prima di base e poi sempre più consistenti, che in maniera progressiva porteranno ad una autosufficienza di questi Paesi, con l'aiuto di quelli più economicamente solidi come l'Europa e gli Stati Uniti. Cominciamo a pensare al futuro, quando fra vent'anni avremo così pochi immigrati che rimarremo da soli; immaginiamo una Siria pacificata e ai siriani oggi in Europa che tornano nella loro terra natia: la Germania, per esempio, si svuoterebbe. Che farà poi chi ha snobbato e maltrattato queste persone senza capire che andava trovata una soluzione per dar loro il tempo di trovare un lavoro e integrarsi?''

Si può pensare ad una rinascita, in futuro, del quadrante Mediterraneo e dell'Italia con un suo precipuo ruolo di centralità?

''Vedrà che quando il Mediterraneo rinascerà, tutti saranno pronti a dire che hanno dato il loro contributo nell'ottenere questo risultato: ma l'Europa si è comportata malissimo, ci ha abbandonati, e l'Italia, nonostante populisti e alcuni Paesi europei che hanno ricevuto più di altri per poi alzare muri, è stata eroica. Dopo si dimenticheranno tutti di questo e torneranno per trarne benefici. Un altro problema serio, parlando di Mediterraneo, sono alcune Ong che hanno dei lati, per così dire, oscuri e penso che anche queste realtà, quando il nostro quadrante Mediterraneo risorgerà, si sposteranno altrove. Lavoriamo duramente, seriamente, come fanno la Comunità di Sant'Egidio, il Ministro Minniti oggi e Alfano ieri, per portare avanti il progetto di farci aiutare da questi Paesi, che hanno una gran voglia di democrazia, a risolvere il problema dei migranti aumentando l'economia e appunto la democrazia''.

Cosa risponde a chi, fra i partiti che vengono chiamati populisti come la Lega, dice che queste misure sono quelle da loro invocate da anni?

''Queste sono misure che loro dicevano di voler fare, ma invece di collaborare contestavano e gridavano: e mentre loro facevano questo, cercando di ottenere voti sulle paure degli italiani, altri lavoravano e mettevano insieme ogni giorno un pezzettino per raggiungere quelli che oggi iniziano ad essere dei risultati concreti''.

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autore / Stefano Ursi
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