Sentenza Consulta Italicum, Geloni: "Umiliante votare con legge dei giudici. Meglio il Mattarellum"

26 gennaio 2017 ore 13:39, Americo Mascarucci
"Troverei imbarazzante eleggere il nuovo Parlamento con una legge elettorale frutto del lavoro dei giudici e non dei politici. Questa situazione è determinata dagli errori e dalle imposizioni di Renzi".
La giornalista Chiara Geloni, già direttrice di Youdem commenta con Intelligonews la sentenza della Corte Costituzionale sull'Italicum e le conseguenze che da questa ora inevitabilmente scaturiranno.

La Consulta offre due sistemi elettorali per Camera e Senato immediatamente applicabili. A questo punto è opportuno tornare subito al voto?

"Mi sembrerebbe poco qualificante per la politica italiana andare a votare con due diverse leggi elettorali frutto di un lavoro di correzione e di tagli effettuato dalla Corte Costituzionale. La legge elettorale deve rispecchiare la democrazia, deve scaturire dalla rappresentanza popolare. Anzi, la legge elettorale è forse il più importante atto politico del Parlamento. La Commissione della Camera ha rinviato la discussione sulla nuova legge elettorale in attesa delle motivazioni della Consulta e questa mi sembra una scelta saggia, perché nelle motivazioni ci potranno essere suggerimenti utili al Parlamento. Non mi sembra quindi il caso di agitarsi per tornare precipitosamente al voto".
Sentenza Consulta Italicum, Geloni: 'Umiliante votare con legge dei giudici. Meglio il Mattarellum'

C'è chi, come il costituzionalista Ceccanti, sostiene che i sistemi in vigore nei due rami parlamentari siano sostanzialmente convergenti e quindi la governabilità sarebbe comunque garantita. E' così?  

"E' stato il presidente Mattarella ad affermare con chiarezza nei suoi ripetuti interventi dopo la soluzione della crisi di Governo di non ritenere sufficiente per sciogliere anticipatamente le Camere, l'immediata applicazione dei sistemi elettorali rivisitati e corretti dalla Consulta. E' stato il Capo dello Stato a richiedere un'armonizzazione e una rilettura coerente dei due sistemi. Il Parlamentro quanto meno dovrebbe esaminare la questione. Non si può votare con due leggi frutto di un taglia e cuci della Consulta, se non in caso di assoluta emergenza. Ma la legislatura non è finita, quindi i tempi per varare una nuova legge elettorale ci sono". 

A questo punto quindi che legge servirebbe? Maggioritaria, proporzionale oppure basterebbe resuscitare il Mattarellum?

"Credo che il Mattarellum potrebbe innescare un meccanismo positivo contro la frammentazione, ricostruendo un rapporto fra eletti ed elettori che il Porcellum ha colpevolmente cancellato. Però il Mattarellum non può essere considerata una scorciatoia per tornare subito al voto perché si tratta di una legge che, comunque, avrebbe necessità di un aggiornamento e di modifiche sostanziali rispetto a quando entrò in vigore oltre vent'anni fa. Pensiamo alla questione dello scorporo aggirato sistematicamente con le liste civetta. Quello era un difetto sicuramente da rimuovere. Anche la suddivisione dei collegi uninomali necessiterebbe di una rivisitazione complessiva. Riterrei tuttavia folle passare da una legge fortemente maggioritaria come l'Italicum ad una legge puramente proporzionale. Il Mattarellum sarebbe un ottimo punto di equilibrio".

C'è chi ritiene lo stallo sulla legge elettorale una conseguenza del No espresso dagli italiani al referendum costituzionale. Avesse vinto il Sì, sostengono in ambito renziano, il problema della governabilità sarebbe stato risolto.

"Consiglirei umiltà da parte di chi ha obbligato il Parlamento con la fiducia a votare una legge elettorale che sarebbe stata in parte anticostituzionale anche qualora al referendum avesse vinto il Sì. Le candidature multiple non c'entrano niente con il bicameralismo ed è tutto da dimostrare che il ballottaggio avrebbe retto alla prova. Le obiezioni all'Italicum, prima che costituzionali, sono soprattutto politiche: quella legge è stata varata e imposta a colpi di fiducia dando per scontata una vittoria referendaria che scontata non è mai stata. Tanti hanno votato No al referendum anche per dire No all'Italicum che, come dimostrato dalla sentenza della Consulta, era tutto fuorché perfetta. Non è proprio la giornata giusta per incolpare il nutrito popolo del No".

caricamento in corso...
caricamento in corso...