Corte Ue, migranti all'Italia. Esposito: "Non si pensi che il Governo possa scambiare soldi"

26 luglio 2017 ore 15:55, Stefano Ursi
La Corte UE ha stabilito che per l'esame delle richieste di asilo è competente lo Stato d'ingresso e non quello in cui la richiesta è presentata. Anche in situazioni di grave emergenza come quella odierna. Vale Dublino, in sostanza. Sempre. Chi pensava che dall'Europa potesse arrivare un allentamento dei regolamenti, con in atto una enorme crisi migratoria che investe l'Italia, è rimasto deluso. Poi la contrarietà delle Ong al 'codice di condotta' proposto dal Viminale. E ancora l'UE che vuole contribuire con fondi e 500 esperti di rimpatrio alla crisi che l'Italia affronta sostanzialmente da sola. Su queste tematiche IntelligoNews ha sentito il parlamentare del Partito Democratico, Stefano Esposito.

Corte Ue, migranti all'Italia. Esposito: 'Non si pensi che il Governo possa scambiare soldi'
Stefano Esposito
Dalla Corte UE, che conferma Dublino anche in emergenza, si dice all'Italia che se la deve vedere da sola?

''Solo chi ignora non sapeva quanto previsto nelle missioni internazionali, compresa Triton; che non era uno scambio, come indegnamente è stato detto da più parti, ma un obbligo previsto dalle convenzioni internazionali compresa quella di Dublino. Poi, come sempre in questo Paese, si corre dietro alle affermazioni di singoli esponenti anche molto autorevoli, ma l'autorevolezza non mette al riparo dal dire sciocchezze qualche volta; sono circa due settimane che si sta facendo una gogna nei confronti del Governo Renzi e del Pd che avrebbero, a dire di questi soggetti, messo l'Italia nella condizione di divenire luogo di accesso e di sbarco dei migranti dalla Libia per uno scambio. Segnalo che quel simpatico esponente politico che risponde al nome di Di Maio è arrivato ad affermare che avrebbe presentato una mozione per alto tradimento: ora mi aspetto che questo signore, dopo quello che è emerso dalla Corte di Giustizia, non solo si scusi ma che si vada per un po' a nascondere. E poi mi piacerebbe che molti commentatori corsi dietro a questa teoria dello scambio, facciano tesoro del fatto che le bufale circolano alla velocità della luce e che la prossima volta magari approfondiscano, come noi abbiamo cercato di fare. La Corte ha messo finalmente un po' d'ordine e questo riguarda anche Berlusconi, a cui va ricordato che Dublino l'ha firmata lui quando era al Governo e noi gestiamo quel che lui ha fatto''.

La domanda che però in molti si fanno oggi è: che si fa adesso? Come si risolve questa crisi?

''Quello che stiamo faticosamente cercando di fare, cioè portare l'Europa a modificare questo atteggiamento di menefreghismo. Il lavoro che si sta facendo è di certo meno semplice che andare in tv a sparare stupidaggini, come fanno i vari Di Maio e compagnia, perché quando sei di fronte alle responsabilità non basta. Stupidaggini, peraltro, che se fossero al Governo nemmeno potrebbero pronunciare nelle sedi europee. Minniti sta provando pazientemente a tessere una tela, l'intervento del presidente Mattarella mi pare che non sia stato correttamente valorizzato: e il fatto che lui scenda in campo significa un segnale molto forte. Per carità bene Juncker, i fondi, gli esperti ma deve esserci un intervento come dice Minniti sulla Libia, che assomiglia a quello fatto sulla rotta balcanica. E non si pensi che il Governo possa scambiare soldi con il mantenimento della situazione attuale. Il tema non era questo ieri e non è questo oggi. La soluzione può passare solo e solamente attraverso una modifica piuttosto radicale dell'atteggiamento che l'Europa ha avuto finora nei confronti dell'Italia. E questo riguarda anche il presidente Macron: va bene gli incontri con i leader libici, ma la Francia deve smetterla di tenere la testa sotto la sabbia e di pensare di risolversi i problemi distinguendo fra rifugiati, fra cui si fa carico, e migranti economici. Distinzione, questa, furbesca che non possiamo più accettare''.

Ieri le Ong hanno contestato il codice di condotta di cui si è parlato al Viminale. Dicono, in sostanza, che ci sarebbe la volontà di scaricare su di loro le colpe dell'UE. Però alla fine il problema rimane perché lo sbarco avviene sempre qui. Serve secondo lei un regolamento?

''Che i migranti vengano portati qui ormai è un dato di fatto e visto che non vedo allo stato attuale in cambio imminente del Trattato di Dublino, l'unica soluzione, come dicevo prima, è un cambio dell'atteggiamento dell'Europa sui ricollocamenti. Ci troviamo in questa situazione perché noi li stiamo accogliendo e c'era un impegno sul ricollocamento che non è stato rispettato. La cosa più rapida su cui intervenire è questa. Chi pensa che il problema migranti terminerà in sei mesi si illude. Sulle Ong chiarisco subito che per queste io nutro un grande rispetto e le ho difese quanto erano oggetto dei soliti attacchi beceri da parte del Movimento 5 Stelle e del centrodestra, ma le Ong non possono pensare di rispondere con un diniego al codice predisposto dal ministro Minniti, che io ritengo del tutto ragionevole e corretto. È evidente che non possono andare a prendere sottocosta coloro che vengono imbarcati dai trafficanti di morte; il codice è equilibrato e mi aspetto che entri in vigore il più rapidamente possibile, spero anche con la condivisione delle Ong, che abbiamo difeso ma non possono continuare ad operare senza alcune correzioni''.

Abbiamo letto della proposta dei 'mental coach' per i rom nella Capitale e degli 'esperti di rimpatrio' dall'UE: solo parole?

''Avere più personale per aiutare l'identificazione e la definizione dello status sono cose utili, ma la sostanza, come detto, sta da un'altra parte: l'Europa deve farsi carico di un intervento significativo in Libia e deve far funzionare le quote di ricollocamento. Non giocando furbescamente sul tema migranti e rifugiati economici. Sul mental coach proposto dalla Raggi, onestamente se non ci fosse da piangere sarebbe da ridere, per la grossolanità. Ma questa è l'ennesima dimostrazione di quanto il M5S sia in grado di andare in televisione a raccontare un sacco di bugie, quando poi c'è da governare siamo alla letteratura fantasy. Spero che gli italiani se ne rendano conto''.

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autore / Stefano Ursi
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