No dimissioni Raggi se a giudizio per Di Maio, Sibilia: ''Una scelta e un auspicio''

26 maggio 2017 ore 14:23, Stefano Ursi
''Siamo esattamente in linea con quanto dice il nostro codice etico, totalmente in coerenza con il nostro codice di comportamento''. Così Carlo Sibilia, parlamentare M5S, commenta a IntelligoNews le parole di Luigi Di Maio nell'intervista al Messaggero, nella quale spiega che secondo lui (e secondo il codice etico del Movimento) la sindaca Virginia Raggi, indagata per abuso d'ufficio e falso, qualora rinviata a giudizio non dovrebbe dimettersi: ''Non è accusata di aver sabotato un'inchiesta sulla stazione appaltante d'Italia – dice Di Maio – Ha messo una firma sotto a un foglio. In casi analoghi non abbiamo chiesto dimissioni di altri sindaci. Il nostro codice etico prevede che in caso di condanna in primo grado si venga esclusi dal M55, o sospesi o espulsi. Ma ci riserviamo discrezionalità: ricordo che sono state adottate misure anche solo in caso di avviso di garanzia, se dalle carte legate all'avviso risultano evidenze immorali interveniamo immediatamente".

No dimissioni Raggi se a giudizio per Di Maio, Sibilia: ''Una scelta e un auspicio''
Carlo Sibilia
Come commenta le parole di Di Maio al Messaggero?

''E' una scelta. Ed è un auspicio, di Di Maio e del Movimento 5 Stelle''.

Spieghiamo ai lettori cosa dice il codice etico del M5S rispetto a vicende come questa.

''Ulteriori commenti da fare per ora non ce ne sono, oltre a quelli che già sono stati fatti. In questo momento il codice è noto, e i casi vanno valutati uno per uno, non esistono automatismi in relazione ai rinvii a giudizio, dunque si fanno delle valutazioni. Il rinvio a giudizio, come noto, non è una condanna in primo grado, quindi a quel punto la scelta viene lasciata in capo alla Sindaca e al garante del Movimento, Beppe Grillo''.

Come risponde a chi potrebbe accusarvi di volerla difendere fino all'ultimo e ad ogni costo, evocando una similitudine con i tempi di Berlusconi?

''Credo che quest'accusa sia infondata, perché il rinvio a giudizio, lo ripeto, non è una condanna e poi occorre comprendere e valutare di quale reato si tratta. Il codice, per tornare a quanto ci siamo detti prima, parla chiaro in questo senso: noi non rimuoviamo per un rinvio a giudizio ed è evidente che un ragionamento lo dovranno fare Raggi e il garante Beppe Grillo. È palese che un sindaco, ormai lo abbiamo compreso in questo nostro percorso, si venga a trovare davanti a tantissime difficoltà e dunque occorre valutare e analizzare, facendo dei distinguo in base alle differenti situazioni. Caso diverso, chiaramente, in caso di condanna, ma risulta ovviamente impossibile, al momento, commentare cose non ancora accadute. Di sicuro c'è un ragionamento da fare, ma c'è libertà di scelta. Siamo esattamente in linea con quanto dice il nostro codice etico, totalmente in coerenza con il nostro codice di comportamento''.

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autore / Stefano Ursi
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