Venti di guerra Corea del Nord, Purgatori: "La cosa più preoccupante ora è la mossa della Cina"

26 settembre 2017 ore 14:14, intelligo
Situazione sempre più esplosiva tra Usa e Corea del Nord. Il raid esplorativo dei caccia americani ha inasprito ulteriormente gli animi e le parole del ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho spaventano il mondo: "Visto che gli Usa hanno dichiarato guerra al nostro Paese, noi abbiamo il diritto di rispondere e di abbattere i caccia americani anche se non sono ancora all'interno dei nostri confini". Pronta la replica della Casa Bianca: "Assurda l'idea che noi abbiamo dichiarato guerra alla Corea del Nord". Su questa situazione IntelligoNews ha intervistato il giornalista Andrea Purgatori, esperto di conflitti internazionali.

Venti di guerra Corea del Nord, Purgatori: 'La cosa più preoccupante ora è la mossa della Cina'
Escalation della tensione tra Usa e Corea del Nord che parla di "dichiarazione di guerra degli americani". Che idea si è fatto della situazione?


"La Corea del Nord sta facendo una forzatura che continua a mettere in difficoltà il presidente degli Stati Uniti. Se adesso Trump rimanda un'altra squadriglia di caccia bombardieri nello spazio aereo di fronte alla Corea e c'è uno scontro a quel punto non può evitare di rispondere. Pyongyang è in attesa di una mossa degli Stati Uniti per farla passare come una provocazione e rispondere. La cosa più preoccupante, se è vero quello che dicono, è che la Cina ha interrotto l'import/export con la Corea del Nord che, a questo punto, si avvia ad andare alla fame".

Qualcuno parla anche di un tentativo estremo della Russia per evitare la guerra. Ipotesi credibile?

"Penso che tutti gli attori in campo stiano cercando di trovare una soluzione perché si tratterebbe di una guerra che o comincia direttamente con l'armamento militare oppure passa dall'armamento convenzionale a quello nucleare nel giro di pochissimo tempo. Sarebbe un evento catastrofico per tutti e diventerebbe un problema che coinvolge il mondo. Non credo che Russia e Cina stiano a guardare rispetto a una minaccia di questo genere. Il problema è che la soluzione si trova se tutti gli attori in campo sono disposti a cercarla, invece tra Washington e
Pyongyang fanno a gara a chi tira di più la corda. La vicenda dei missili a Cuba della presidenza a Kennedy (1962 ndr) mi sembra sia uno scherzo rispetto a questa".

Alla scadenza del bando che non permette l’ingresso di cittadini provenienti da sei Paesi di fede musulmana, Trump non solo ha riconfermato quello che era stato annunciato come un provvedimento temporaneo, ma esteso le limitazioni ad altri tre Paesi, tra cui la Corea del Nord. Conseguenze?

"Non mi sembra questo il problema, la questione vera è se all'interno della Corea del Nord c'è qualche uomo della nomenclatura che si chiede che fine può fare. Per quanto possano avere una città sotterranea a prova di bomba atomica, poi che fanno? Vivono tutti lì per 500 anni? Se io fossi un gerarca di Kim mi porrei questo problema. Bisogna vedere se questo possa portare anche a una soluzione interna: destituire Kim o creare le condizioni per un Colpo di Stato che modifichi l'attuale assetto. E' un'opzione sul tavolo ma non molto facile visto che al momento non c'è riuscita neanche la Cina. Non vedo quindi come ci possano riuscire gli altri".

Anche perché, al di là delle leggende metropolitane, il livello di repressione sembra altissimo.

"Sì è altissimo e adesso si somma alla mancanza di cibo e di approvvigionamento energetico. La propaganda ci va vedere solo gli applausi, ma credo che la situazione interna, anche nelle forze armate, sia drammatica. Spezzare la corda potrebbe portare piccoli sollevazioni o addirittura da estrometterlo dal potere".


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autore / intelligo
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