Librandi volerà Alitalia e a Gentiloni: "Stringi i denti e fai l'imprenditore"

27 aprile 2017 ore 13:57, Stefano Ursi
E' crisi nera per l'Alitalia, l'azienda è sull'orlo del fallimento per la terza volta negli ultimi 10 anni. Dopo il no dei dipendenti al referendum, la compagnia ha avviato le pratiche per chiedere il commissariamento. Su questa delicata vicenda, Intelligonews ha chiesto un parere al deputato Gianfranco Librandi del gruppo Civici e Innovatori e membro della Commissione Bilancio di Montecitorio. Da imprenditore di successo del Made in Italy intanto promette di "volare Alitalia" e se fosse in Gentiloni riconvocherebbe subito i sindacati e proverebbe a fare "un post-referendum accordo" per dirla con uno slogan.

Librandi volerà Alitalia e a Gentiloni: 'Stringi i denti e fai l'imprenditore'
Gianfranco Librandi
Quando sta incidendo l'esito del referendum sulla vicenda Alitalia?

"Guardi io in questo momento sono all'aeroporto, tutto funziona ma mi sembra che i dipendenti di Alitalia siano un po' tristi e pensierosi, forse si rendono contro che hanno sbagliato a votare no. Al di là della prima reazione e delle domande che uno si fa sui motivi del no, sui costi e gli orari di volo molto più bassi delle altre compagnie, dal mio punto di vista di politico dico che bisognerà cercare di trovare una soluzione perché è la compagnia di bandiera. Io comunque, prima di tutto, volerò Alitalia". 

Molti ora vedono in Alitalia una preda facile, a basso costo. Se fosse al posto di Gentiloni cosa farebbe?

"Riconvocherei i sindacati e cercherei di ritrovare un punto di accordo per approvare insieme un piano di rilancio. Proverei a fare un 'post-referendum accordo' che è l'unico modo, senza mollare, per trovare insieme una soluzione. Gentiloni deve stringere i denti e fare l'imprenditore".

Quanto ha pesato il piano Fenice, al tempo del governo Berlusconi?

"In quel momento sicuramente sarebbe stato meglio fare un piano industriale più importante in modo di mettere l'Alitalia in condizione di competere con le altre compagnie di volo, come Ryanair e EasyJet, che hanno messo in campo delle strategie nuove. E' stato risolto il problema allungando l'agonia senza dare competitività alla nostra compagnia di bandiera. I problemi li conosciamo benissimo, sono 15 anni che mettiamo dentro soldi, ci vuole un manager abituato a risanare le aziende che, senza referendum, ma con convinzione, cerchi di trovare soluzioni concrete".

Cambiamo argomento, sulla legge per la legittima difesa a che punto siamo? 

"Dal mio punto di vista va bene così come è, ho sperimentato che in tutti i casi la giustizia ha difeso il cittadino
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aggredito nella propria dimora o in situazioni come quella di Stacchio (il benzinaio indagato per eccesso colposo di legittima difesa dopo aver ucciso un rapinatore, il cui caso è poi stato archiviato ndr). In situazioni di pericolo, la giustizia ha difeso il cittadino armato che ha reagito. Ora c'è la proposta di Ermini (Pd ndr) che modifica la situazione, ampliando la possibilità di comprensione dei giudici quando qualcuno reagisce perché si trova dei ladri in casa. Credo che il nuovo testo sia giusto, sia un aggiornamento da fare, ma penso che la vittoria sui delinquenti si possa ottenere solo mettendo a disposizione dei cittadini degli strumenti tecnologici. Non possiamo pensare che un genitore lasci un kalashnikov al figlio o alla propria famiglia per difendersi; sarebbe molto più utile un sistema per avvisare le Forze dell'Ordine che io ho visto in funzione. Nel giro di qualche minuto riescono a intervenire. Facciamo l'esempio di Igor, se avessimo avvisato subito le Forze dell'Ordine, magari il barista sarebbe ancora vivo e lui ora sarebbe in arresto invece di rappresentare un grave pericolo. Il governo deve agevolare i cittadini dando sgravi fiscali a chi si attrezza con la tecnologia per avvisare al più presto le Forze dell'Ordine".


autore / Stefano Ursi
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