Gianfranco Amato (Pdf) a tutto campo da George Michael al Papa

27 dicembre 2016 ore 13:57, intelligo
di Stefano Ursi

Uno sguardo all'attualità più calda del momento, dalla morte di George Michael alle parole del Papa sui martiri cristiani di oggi. IntelligoNews lo ha chiesto a Gianfranco Amato, Segretario del Partito della Famiglia e presidente del Movimento 'Giuristi per la Vita'.

Stamane il nostro direttore Torriero ha scritto un editoriale sulla morte di George Michael, titolando, in relazione alla retorica che la accompagna da ieri, che ''è un uomo, non un eroe''. Come lo commenta?

''E' un uomo, certo, che ha voluto fare della sua vita un'icona che coniugasse successo ed eccesso: ha toccato l'abisso, dal punto di vista umano. E la sua morte, d'infarto da solo nel giorno di Natale, è una circostanza assai triste. Ma la cosa che fa la differenza, in chi ha un giudizio cattolico, è che si riesce sempre a distinguere il peccato dal peccatore, nel senso che il giudizio sull'uomo appartiene a Dio mentre la condanna, senza appello, al tipo di vita che lo ha portato all'autodistruzione. Icona dello scandalo e c'è riuscito. Emergono in queste ore testimonianze della sua generosità, il fatto che aiutasse il prossimo, dunque non possiamo noi dire quanto c'è di bene e di male in un uomo, che rimane sempre mistero imperscrutabile: ora è al cospetto del giudizio di Dio e porta con sé la sua valigia di cose fatte. Sull'uomo, ripeto, su ogni uomo non sta a noi giudicare: conosciamo a malapena noi stessi, figuriamoci gli altri. E su questo ricordo le parole di Papa Francesco 'chi sono io per giudicare'. Ma sulla vita che ha condotto, per amore di verità, un giudizio assolutamente negativo va dato''.

A proposito di amore di verità: secondo Lei una parte di comunicazione si è attenuta a questo principio o no?

Gianfranco Amato (Pdf) a tutto campo da George Michael al Papa
''Domanda retorica, per quanto mi riguarda. In Italia, mentre viviamo nella dittatura del pensiero unico come spesso ripete Papa Francesco, l'informazione è trattata alla stessa stregua di quella esistente nelle dittature: ovvero censura o propaganda. È un panorama squalificato, in cui, assieme a pochissime altre eccezioni, si salvano solo IntelligoNews e la Croce Quotidiano. Il resto è totalmente appiattito nel megafono di regime, di goebbelsiana memoria, su questo non c'è alcun dubbio. Esempio ne sia la Rai, con i cinque giorni di fila di indottrinamento gender''.

Facciamo un salto alle ultime parole del Papa, quando fa riferimento ai ''martiri cristiani di oggi'' il 26 dicembre: in molti si aspettavano questo richiamo il giorno di Natale...

''In realtà ogni anno, a Santo Stefano che è la ricorrenza del primo martire cristiano, il Papa ricorda la tematica dei martiri cristiani, l'anno scorso parlò di silenzio vergognoso da parte dei potenti del mondo. E oggi tutti i potenti del mondo sono impegnati a portare avanti l'agenda del politicamente corretto: aborto, eutanasia, nozze gay. E nessuno si accorge che oggi, più che ai tempi di Nerone, i cristiani stanno morendo: le cifre sono da genocidio. Censurato per di più. I dati di Open Doors dicono dieci cristiani uccisi al giorno e ventiquattro che subiscono violenza come torture, stupri o matrimoni forzati. E rispetto ad altri genocidi non c'è una lobby a sostenere i cristiani: ricordiamo la strage di Orlando, e piangiamo con un occhio solo, perché l'altro, che dovrebbe piangere i cristiani massacrati ogni giorno non lo fa. E' come il genocidio degli armeni. La censura della dittatura del pensiero unico sui cristiani uccisi nel mondo è vergognosa. Quindi fa bene il Papa a ricordare i martiri cristiani di oggi, certo se lo facesse qualche volta in più sarebbe ancora meglio''.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...