Dj Fabo morto in Svizzera, Adinolfi: "Perché la legge in discussione non avrebbe risolto suo caso"

27 febbraio 2017 ore 13:51, intelligo
di Stefano Ursi

Sta facendo molto discutere la notizia della morte di Dj Fabo, che è si è recato in Svizzera per ottenere il suicidio assistito. Ad accompagnare Fabo nel Paese elvetico il radicale Marco Cappato, che con un tweet ne ha annunciato la notizia. Come sempre, in casi come questo, l'opinione pubblica si divide e sono in molti a sollevare delle riflessioni. IntelligoNews ha chiesto l'opinione di Mario Adinolfi, giornalista e leader del Popolo della Famiglia.

Che idea si è fatto di questa storia?


''Ovviamente quando si parla di casi del genere, in Svizzera, non si può parlare di eutanasia, perché dagli anni '30 esiste in quel Paese una legge che permette di sopprimere chiunque a listino prezzi. Questo è quello che succede in queste cliniche, che poi sono sedi di un'associazione. Lì c'è la legge di un ordinamento che è un unicum, non esiste in nessun altro dei 207 Paesi riconosciuti dalle Nazioni Unite. Ora, dal punto di vista politico assistiamo ad una strumentalizzazione di questo dolore e di questa tragedia, e io mi chiedo: si cerca di dire che va approvata la legge attualmente in discussione alla Camera? Perché, questo va detto, la legge in discussione non avrebbe risolto il caso di Dj Fabo, a meno che l'Italia non decidesse di copiare, primo Paese al mondo, quella contenuta nell'ordinamento svizzero''.

Dj Fabo morto in Svizzera, Adinolfi: 'Perché la legge in discussione non avrebbe risolto suo caso'
Mario Adinolfi
Com'è il panorama europeo sul tema?

''Occorre spiegare che in Belgio, Olanda, Lussemburgo e altre nazioni c'è l'eutanasia, che è una legge anch'essa diversa da quella che si sta discutendo alla Camera. Si vuole quel sistema? Nel 2001, primo anno di applicazione del sistema, hanno trovato la morte 70 persone, nel 2016 si è arrivati a 15mila. In un anno. Sono tutti Dj Fabo ovvero casi estremi? O il sistema sanitario a quelle latitudini potrebbe aver compreso che è estremamente più economico agire per portare alla soppressione di quei soggetti piuttosto che curarli? Si possono fare norme sull'onda di un avvenimento che ci scuote emotivamente? E poi, che norma vogliono gli italiani? Su questo il Paese deve riflettere. Una volta posto il tema si può avviare una discussione, e non con il ricatto emotivo di chi dice che occorre fare di ogni città il modello svizzero perché è una cosa folle''.

Qual è la posizione del Popolo della Famiglia?

''Siamo apertamente contrari, all'eutanasia come all'aborto: noi non lasciamo indietro i più deboli, stiamo con loro. E pensiamo al caso di Matteo, ragazzo di 19 anni disabile che non riesce a parlare e a muoversi a causa di un'asfissia alla nascita, e che su casi come quello di Fabo ha un'idea diversa, teme delle leggi che possano dare il là alla soppressione di chi è in quelle condizioni. Guarda il fratello Jacopo che ha 14 anni e gioca a rugby, e sul suo blog, tramite la tavoletta con cui scrive spiega come in questo sport la palla venga passata solo indietro, mai in avanti. Quindi si deve sempre guardare chi rimane indietro, è un concetto fondamentale. Mentre i sani e belli, che portano Dj Fabo in Svizzera, non sono quelli che rimangono indietro...''

#djfabo #eutanasia #adinolfi
autore / intelligo
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