Dj Fabo è morto, Meluzzi: "Rispetto e prudenza, ma c'è un grande pericolo"

27 febbraio 2017 ore 15:55, Marta Moriconi
Dj Fabo è morto, Meluzzi: 'Rispetto e prudenza, ma c'è un grande pericolo'
Raggiungere un altro Paese e decidere di farla finita. E' il caso del giorno la morte di Dj Fabo, che è si è recato in Svizzera per ottenere il suicidio assistito. Ad accompagnare Fabo nel Paese elvetico il radicale Marco Cappato, che con un tweet ne ha annunciato la notizia. Come sempre, in casi come questo, l'opinione pubblica si divide e sono in molti a sollevare delle riflessioni. IntelligoNews ha chiesto l'opinione di Alessandro Meluzzi, psichiatra di nota fama.

Come commenta la scelta di Dj Fabo?

"La delicatezza è d'obbligo così come la prudenza di fronte al mistero. La morte appartiene, per sua natura, al mistero e quindi come tale nessuno è abilitato o titolato a dare giudizi sulla morte di qualcun'altro, neanche quando questa è stata indotta da un suicidio. Quindi mi fermo con la stessa prudenza e delicatezza che adotterei di fronte a un qualsiasi suicidio meno famoso di questo. Ricordiamoci che molte persone pongono fine volontariamente alla propria vita con o senza aiuti di altri. In questo caso c'è la riflessione su coloro che scientemente scelgono di aiutare qualcuno che, in condizioni di dolore, fragilità e debolezza, sono di fronte al suicidio. Qui c'è una considerazione di carattere generale da fare: quella della libertà di coscienza". 

Una scelta difficile quella del fine vita, anche quando si versa in queste condizioni... 

"Ognuno sceglie la finalità della sua vita, mentre la fine di solito ci capita come un evento imprevedibile legato ad una malattia, a un incidente o a un dolore. In questo caso l'insopportabilità della vita di quest'uomo rende effettivamente superfluo o negativo qualsiasi giudizio di valore, perché nessuno può essere giudice della vivibilità della vita se non il diretto interessato. Naturalmente io appartengo a quella categoria, in qualità di cristiano ortodosso e di credente, che pensa che la vita appartenga a quel dominio di mistero per il quale, essendoci stata donata, pensare di porvi fine è un atto in qualche modo di sopraffazione dell'umano sul mistero del divino. Ma questa è una condizione personale. Neanche io sarei in grado di dire come mi comporterei in circostanze di questo genere". 

Quali pericoli potrebbero nascondersi dietro un'eventuale legge sull'eutanasia?

"Fatto salvo questo riferimento al mistero dell'esistenza che dicevo, ritengo che sia preoccupante che vi siano organizzazioni che rendono questo accesso al suicidio assistito un evento civil-mercantilistico, visto che con qualche migliaio di euro si può andare in Svizzera e porre fine alla propria vita. Credo che quello che stiamo vedendo sul testamento biologico, sulla fine delle cure palliative e sul non accanimento terapeutico sia sufficiente a conciliare un'idea di sacralità della vita che non può essere disposta da terzi e che alla fine ci porterebbe, dopo casi eroici come questo, ad eliminare dalla scena coloro che sono diventati scomodi o coloro la cui vita è insopportabile più che per loro per chi li deve assistere. Questo è il grande pericolo di tutte le legislazioni sulla normativizzazione del fine libero". 

"Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore", sono state le ultime parole di Dj Fabo, riferendosi a Marco Cappato dei Radicali che gli è stato accanto. Tanti invece lottano per restare in vita o decidono di star accanto al malato lungo la difficile esistenza. Ci aiuti a capire come poter aiutare...

"E' molto difficile giudicare. Certo ci sono persone, come ha detto quel giovane ragazzo disabile, che si accontentano anche di rappresentare, pur non avendo voce, non avendo occhi e non avendo mani, un pensiero e come pensiero si può contribuire all'evoluzione del mondo. Però ripeto che è molto difficile potersi calare nei panni degli altri, il rischio è quello di sparare sentenze dal comodo della propria poltrona laddove di fronte all'abisso del dolore bisogna fermarsi con la prudenza e con il rispetto che si deve alla morte. Se queste ultime parole di Dj Fabo saranno servite a dare un senso alla sua morte ben venga, vorrà dire che avrà avuto la sensazione di morire facendo qualcosa, a torto o a ragione, di utile per gli altri". 
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