Dj Fabo è morto, Gallo (Ass. Coscioni): "Perché lo abbiamo accompagnato nell'ultimo viaggio"

27 febbraio 2017 ore 16:18, Americo Mascarucci
La morte di Dj Fabo, avvenuta in Svizzera con il suicidio assistito sta facendo molto discutere,riaprendo inevitabilmente il dibattito sulla legalizzazione dell'eutanasia.
Ora c'è chi come Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni ad Intelligonews chiede che il grido di dolore di Fabo non sia lasciato inascoltato.

C'è chi in queste ore sta accusando Marco Cappato e quanti si stanno battendo per l'eutanasia di aver spettacolarizzato la morte di Dj Fabo per rilanciare la battaglia politica. Come risponde?

"Si tratta di accuse che avevamo messo in conto. In realtà noi abbiamo soltanto rispettato le volontà di Fabo che voleva lanciare con la sua testimonianza un messaggio chiaro all'intera classe politica italiana. Il messaggio di un uomo che voleva porre la parola fine alle sue sofferenze, che per tre volte ha inviato un messaggio al Parlamento e al Presidente della Repubblica restando inascoltato. Proprio oggi doveva andare in aula il testo del disegno di legge sul testamento biologico ed è stato rinviato ad altra data. Noi abbiamo sostenuto la battaglia di Dj Fabo, Cappato ha fatto di più, lo ha accompagnato nel suo ultimo viaggio. Noi siamo stati lo strumento con cui Fabo ha veicolato il suo messaggio".
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Eutanasia e testamento biologico: cosa chiedete in sostanza? 

"Il testamento biologico prevede l'affermazione della propra volontà espressa in maniera anticipata nel momento in cui si è consapevoli di non poterla più esprimere in futuro. Con il testamento biologico si può chiedere di non essere sottoposti a determinate cure, di non restare attaccati ad una macchina, oppure anche di accettare soltanto determinate terapie. Non necessariamente si deve esprimere la volontà di morire. Eutanasia significa chiedere invece una morte senza dolore. Come associazione Luca Coscioni abbiamo raccolto oltre 70mila firme per ottenere la legalizzazione dell'eutanasia. Chiediamo che diventi legge il testamento biologico per risolvere casi come quello di Eluana Englaro per esempio, attraverso la nomina di un fiduciario che faccia rispettare le volontà del paziente e poi che si passi a legalizzare l'eutanasia".

Però la materia è regolata diversamente dai vari Stati. In Svizzera ad esempio non si può parlare di eutanasia come in Belgio ed in Olanda. A quale modello vi ispirate? 

"Sono modelli diversi, tutti altrettanto validi. Noi proponiamo un modello che riconosca al malato dotato della piena capacità di intendere e di volere il diritto di chiedere l'eutanasia in presenza di un'aspettativa di vita al di sotto dei 18 mesi. Questa credo sia una proposta dalla quale si possa partire per intavolare una seria discussione. In ogni paese questa materia è comunque regolata, in una maniera o in un'altra. In Belgio, Olanda, Lussemburgo l'eutanasia è legalizzata, in Spagna, Svizzera, Germania è consentita l'interruzione di terapie con possibilità di suicidio assistito, in Gran Bretagna questo è consentito in casi estremi. Il suicidio assistito è poi ammesso in Giappone e in Canada. In Italia non esiste una regolamentazione in materia.  Questo è assurdo. Ora c'è solo da sperare che il messaggio di Fabo serva a smuovere la coscienza di un Parlamento fin qui completamente sordo". 
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