Popolo della Famiglia "in Assemblea!", Adinolfi spiega: "Con l'Italicum inizia la seconda la fase"

27 gennaio 2017 ore 13:03, Americo Mascarucci
Domani, sabato 28 novembre, alle ore 15 presso il Teatro Eliseo a Roma si terrà l'Assemblea Nazionale del Popolo della Famiglia con la partecipazione del presidente nazionale Mario Adinolfi, del segretario Gianfranco Amato e del coordinatore nazionale Nicola di Matteo.
Intelligonews ha intervistato il presidente Mario Adinolfi direttore del quotidiano La Croce.

Ci parli dell'Assemblkea nazionale...

"Direzione Italia ha come scopo quello di proiettare il Popolo della Famiglia nella sua seconda fase. La prima è stata quella di concentrarci sulle elezioni amministrative presentando nostre liste nei comuni, piccoli e grandi, per poter dare con i nostri eletti risposte concrete ai bisogni concreti delle persone. Adesso dopo la sentenza della Consulta sull'Italicum è iniziato il conto alla rovescia verso le elezioni politiche".
Popolo della Famiglia 'in Assemblea!', Adinolfi spiega: 'Con l'Italicum inizia la seconda la fase'

Dopo la sentenza della Consulta quali prospettive si aprono per voi?

"Innanzitutto a primavera ci saranno ancora le amministrative e noi ci presenteremo a Palermo, Genova, Brescia, Verona, Parma e Piacenza. Ma appare chiaro che l'obiettivo sarà quello di prepararci alle elezioni politiche dove piunteremo a superare lo sbarramento del 3% emerso dalla sentenza della Corte Costituzionale. Quindi dare finalmente dopo vent'anni una rappresentanza autonoma al cattolicesimo politico organizzato, a chi vuole difendere i valori non negoziabili, a chi vuole mettere la famiglia al centro del proprio programma. Il nostro slogan sarà "prima la famiglia, la famiglia al centro" visto che mai come oggi le famiglie italiane hanno bisogno di essere sostenute".

Può bastare un programma centrato sul rilancio della famiglia oggi a catalizzare il consenso dei cattolici italiani intorno ad una forza politica autonoma come la vostra?

"La situazione della famiglia italiana è a dir poco drammatica, come stanno a dimostrare i dati del rapporto Eurispes che noi della Croce abbiamo pubblicato in prima pagina. Situazione resa drammatica in primo luogo dal contesto economico, circa il 48% delle famiglie italiane non sa come andare avanti, ma in secondo luogo anche dall'aumento dei divorzi e delle separazioni. Questa legislatura con il varo della legge sul divorzio breve votata trasversalmente da centrodestra e centrosinista con soli 11 voti contrari al Senato, ha dimostrato che le vere priorità la politica non le sa comprendere e affrontare, incentivando le separazioni fra coniugi semplificando tempi e procedure di separazione, anziché aiutare le famiglie ad andare avanti". 

Intanto ieri il primo presidente della Corte di Cassazione Canzio ha sollecitato la politica ad approvare una legge in grado di regolare le adozioni gay. Ancora una volta i magistrati dettano le priorità al Parlamento?

"Non c'è nessun vuoto legislativo, una legge sulle adozioni gay non c'è semplicemente perché la legge italiana riconosce ai figli il diritto di avere un padre e una madre e punisce la pratica dell'utero in affitto. Sarebbe opportuno invece che siano i magistrati ad attenersi alla legge evitando sentenze creative ed estemporanee su certe materie come spesso accaduto, sostituendosi al legislatore".

Domani contemporaneamente alla vostra manifestazione, ci sarà il corteo di Fratelli d'Italia per chiedere le elezioni anticipate, al quale parteciperà Massimo Gandolfini presidente del Comitato "Difendiamo i Nostri Figli". Come giudica questa decisione?

"Noi proponiamo un soggetto politico autonomo. Siamo i figli delle piazze del Family Day, quelle di San Giovanni e del Circo Massimo, che avevano scelto di tenere fuori i partiti e i politici. La gente si è mobilitata con noi proprio perché quelle piazze erano apartitiche e non vedevano politici sul palco. E' triste oggi vedere quella scelta ridotta ad un ruolo di portatore d'acqua nelle manifestazioni di altri partiti. Con la sentenza della Consulta che ha abolito i ballottaggi è venuto meno anche il ricatto del voto utile. Gli elettori saranno chiamati a dare un voto identitario. Chi è andato al Family Day è andato a difendere la famiglia e la famiglia si difende votando il Popolo della Famiglia, non portando acqua a partiti che poi, in Parlamento, di fronte all'esigenza di difendere i temi etici preferiscono il compromesso". 

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