Trump, per Casapound "novità assoluta", Di Stefano: "E c'è una nuova Europa oltre l'inferno"

27 gennaio 2017 ore 12:55, intelligo
di Stefano Ursi

Non accennano a placarsi le proteste contro Donald #Trump, presidente degli #StatiUniti. Manifestazioni di piazza, invettive e polemiche invadono le cronache quotidiane, non solo in America ma anche nel vecchio Continente. In molti lo descrivono come un uomo dalle mille contraddizioni. Su questo IntelligoNews ha sentito Simone di Stefano, vicepresidente di CasaPound: ''Proteste? Storytelling conosciuto, su situazioni inesistenti. La realtà racconta un uomo che, con il consenso del popolo, vince le elezioni e realizza quel che ha promesso''.

Riesplodono le proteste contro Trump: è un leit motiv che si ripete?

Trump, per Casapound 'novità assoluta', Di Stefano: 'E c'è una nuova Europa oltre l'inferno'
Simone di Stefano
''Fa parte di una strategia comunicativa che va avanti da tempo nella sinistra globale: si tratta di uno storytelling, in cui si vuole narrare che il popolo si ribella ad un presidente democraticamente eletto. Ci si inventano storie di vario genere, si dipingono situazioni inesistenti, mentre la realtà, di cui molti non vogliono prendere atto, è che ha vinto le elezioni con il consenso del popolo e che, con quello stesso consenso, farà le cose che ha promesso in campagna elettorale''.

Criticato sulla tortura ma elogiato per le politiche pro lavoratori americani o contro l'aborto. Uomo di contraddizioni Trump. Oppure no?

''Al di là della tortura, siamo di fronte, ripeto, a qualcuno che finalmente fa quel che ha promesso in campagna elettorale, il che è una novità assoluta. Ha chiamato, per esempio, i dirigenti delle grandi aziende e fabbriche e ha detto loro di tornare a produrre in America e di smettere di produrre all'estero. Contraddizioni, in questo senso non ne vedo, al di là della questione della tortura su cui si dibatte in relazione alle forze speciali. Uno statista non si giudica da questo ma da quello che vuole fare per la sua nazione e quanta ricchezza e prosperità porterà al suo popolo''.

La tendenza dell'uomo forte che governa e decide potrebbe espandersi anche in Europa?

''Penso che tanti europei, a quest'idea, sobbalzino sulla sedia. Ma quella è la vecchia Europa. C'è invece una nuova Europa, giovane, e che inizia oggi a capire quale inferno per noi sia stato creato dal sistema fallito della globalizzazione, orientata a non vedere più negativamente l'idea che qualcuno possa prendere in mano le redini di una nazione e portarla in salvo. La vedono come soluzione ad un sistema di chiacchiere, la cui sola conseguenza è stata l'appropriazione della sovranità da parte dei grandi interessi economici e finanziari, scippata al popolo''.

Si potrebbe dunque andare incontro ad una rinnovata richiesta di ritorno alle sovranità?

''Certamente. Oggi c'è una sempre maggiore voglia di ritorno alle sovranità, perché i popoli vogliono tornare a decidere del proprio destino. Vogliono politiche economiche fatte nell'interesse della gente e non di una generica e astratta 'umanità': fuori dall'Europa molti Paesi si sono arricchiti, mentre noi ci siamo impoveriti e non si riesce nemmeno più a mettere su famiglia. Gli europei sono stanchi e vogliono riprendere in mano il proprio destino''.
autore / intelligo
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