Tacito rinnovo Rc auto, Puppato (Pd): ''Vi spiego le assurde menzogne''

27 giugno 2017 ore 14:01, Stefano Ursi
In queste ore si è scatenata una polemica relativamente all'emendamento nel Ddl Concorrenza relativo alla reintroduzione del meccanismo del tacito rinnovo per le polizze assicurative. In molti, specialmente sui social, hanno commentato molto negativamente. IntelligoNews ha sentito, su questo, l'autrice dell'emendamento, la senatrice Pd Laura Puppato, già imprenditrice del settore assicurativo, oggetto di critiche alle quali replica, spiegando il suo punto di vista in relazione alla questione: ''È una menzogna spaventosa quella che è stata fatta veicolare, cioè che accessori e Rc auto tornino ad essere con tacito rinnovo automatico, e sto parlando di polizze obbligatorie su cui ci siamo battuti tutti e in particolare il centrosinistra, e lo sottolineo la sottoscritta, perché siano e restino contratti dove il cliente può valutare alla scadenza contrattuale se recarsi presso la compagnia x,y o zeta che gli fa il contratto migliore e ai prezzi più convenienti. Tutta questa cosa è montata ad arte''.

Tacito rinnovo Rc auto, Puppato (Pd): ''Vi spiego le assurde menzogne''
Laura Puppato
Sui social e sui media è montata una forte polemica relativamente all'emendamento sul tacito rinnovo delle assicurazioni, anche per via della sua attività come imprenditrice del settore assicurativo. Come risponde e soprattutto ci spiega come stanno le cose?

''Innanzitutto sgombriamo il campo. È una menzogna spaventosa quella che è stata fatta veicolare, cioè che accessori e Rc auto tornino ad essere con tacito rinnovo automatico, e sto parlando di polizze obbligatorie su cui ci siamo battuti tutti e in particolare il centrosinistra, e lo sottolineo la sottoscritta, perché siano e restino contratti dove il cliente può valutare alla scadenza contrattuale se recarsi presso la compagnia x,y o zeta che gli fa il contratto migliore e ai prezzi più convenienti. Tutta questa cosa è montata ad arte, per scopi non dichiarati ma che vado a precisare subito. In un contratto rami danni, come per esempio una polizza casa o infortuni o responsabilità civile professionale, il cliente ha una scelta facoltativa, tratta l'argomento con l'agente o con il broker in relazione a condizioni, garanzie, franchigie etc.. e mette in piedi, per così dire, un vestito su misura. E secondo la volontà di chi ha provato con un blitz in commissione a cancellare, fra tutti i possibili contratti che si possono stipulare come cliente, solo ed esclusivamente quello con tacito rinnovo annuale, dovrei trovarmi a stipulare, come cliente, contratti temporanei che, volente o nolente, si chiudono alla scadenza cosa che mi fa rimanere senza coperture: se mi ammalo, mi infortuno, se ho un danno di qualsiasi natura non potrò rinnovare a quelle condizioni. E la compagnia potrà dirmi voglio il 20% in più oppure non ti voglio. Oppure non ci interessa più quel rischio. Quindi il contratto di maggior garanzia per il cliente, perché annuale e non pluriennale e in cui alla compagnia tocca tenerti se ti succede qualcosa, è l'unico che, guardacaso, un gruppo assicurativo importante ha tentato di far passare come un aumento della liberalizzazione, quando è vero l'esatto opposto. Perché quella compagnia non ha chiesto di far approvare un emendamento in cui cancelliamo, finalmente dico io, i contratti pluriennali? Cioè quelli decennali che sono il vero cappio al collo per i clienti. Perché, chiedo io, non andiamo ad approvare una condizione per cui diamo la possibilità di disdetta unicamente alle compagnie e lasciamo i clienti liberi unilateralmente di decidere? Saremmo stati l'unico Paese in Europa che non proponeva dal punto di vista assicurativo rami danni quattro condizioni già oggi possibili ovunque: contratto temporaneo, con tacito rinnovo, annuale senza tacito rinnovo a richiesta del cliente, e pluriennale. Quando ti tolgo una facoltà non ti rendo più libero, e dunque è chiarissima la volontà in primis di demolire il comparto delle garanzie di tutela verso i clienti e, in secondo luogo, di andare progressivamente a togliere tutele e garanzie in relazione ad un portafoglio a quei professionisti che maggiormente tutelano i propri clienti, che fanno la differenza nel settore''.

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autore / Stefano Ursi
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