Parla Borghi (Ln): "Troppo ambigui Forza Italia e Ap. Attenti all'operazione Fincantieri"

27 settembre 2017 ore 14:54, Americo Mascarucci
Angelino Alfano ha bocciato definitivamente lo Ius Soli, la legge sul riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, sulla base del principio che la legge è giusta ma il momento per approvarla è sbagliato. E' quanto rimarcato nel corso dell'assemblea nazionale di Alternativa Popolare che ha eletto Maurizio Lupi nuovo coordinatore. Ap ha detto che non voterà lo Ius Soli nemmeno se sarà posta la fiducia perché farlo significherebbe rafforzare la campagna elettorale della Lega Nord. Intelligonews ha contattato l'economista Claudio Borghi esponente del Carroccio.
Parla Borghi (Ln): 'Troppo ambigui Forza Italia e Ap. Attenti all'operazione Fincantieri'

Ricapitolando, Alfano dice no allo Ius Soli perché la legge è giusta ma il momento è sbagliato e per di più sostiene che approvarlo ora significherebbe regalare punti a Salvini in campagna elettorale. E' così? 

"La verità è che si sono cacciati in un vicolo cieco, raccontando prima che questa legge non avrebbe riguardato i migranti che sbarcano in Italia e poi facendo retromarcia di fronte ai sondaggi elettorali chiaramente negativi. Il fatto è che la legge sullo Ius soli è devastante dal punto di vista del messaggio che lancia all'estero, un vero e proprio incitamento a venire in Italia e fare figli per poi ottenere la cittadinanza facile. Il fatto è che intorno al tema dell'immigrazione si muovono interessi poi destinati a scemare con l'avvicinarsi delle elezioni e la paura di perdere voti. Le battaglie della Lega in Parlamento, anche veementi, sono state sicuramente importanti ma se avessero voluto approvare lo Ius Soli non saremmo certo riusciti ad impedirlo. Lo Ius Soli si è in realtà fermato alle ultime elezioni amministrative dove Pd e soci sono andati incontro ad una disfatta senza precedenti soprattutto a causa delle politiche del Governo sull'immigrazione. Il messaggio è stato chiaro. Basta immigrazione, niente Ius Soli. La grande svolta delle ultime amministrative non è stata quella di eleggere sindaci anti-immigrazione che alla fine avrebbero avuto comunque poteri limitati, ma di aver contrastato l'immigrazione direttamente con il voto".

Alternativa Popolare ha scelto Lupi coordinatore nazionale e c'è chi ha letto questa decisione come un segnale indirizzato a Berlusconi che sta lavorando al progetto di una lista di moderati nel centrodestra che possa arginare la Lega. E' così?

"Sicuramente Lupi è vicino a Berlusconi più di tanti altri. Il problema è un altro. Non possiamo far finta che non sia successo nulla. Ap in questi anni è stata al Governo col Pd ed è alleata con Renzi in Sicilia. Direi che a questo punto è Forza Italia che dovrebbe fare chiarezza. So per certo che non sono pochi i forzisti attratti dall'idea di un'alleanza con il Pd dopo le elezioni e che preferiscono Renzi a Salvini. La prossima campagna elettorale dovrà svolgersi all'insegna della trasparenza. Dal momento che il Movimento 5Stelle si è condannato all'irrilevanza scegliendo leader un perdente come di Maio, la polarizzazione del voto sarà fra Pd e Lega Nord. Spazi per il grigio non ci saranno più, o si sceglie il bianco o si sceglie il nero. Tanti in Forza Italia e in Ap dovranno uscire definitivamente dall'ambiguità e dire con chiarezza con chi vogliono stare".

E' in corso il vertice Italia Francia sulla questione Fincantieri-Stx. Ritiene che sia il primo passo verso una ritrovata unità d'intenti fra Roma e Parigi ora che Angela Merkel è uscita indebolita dalle elezioni tedesche?

"Ritengo pericolosissimo questo accordo fra Italia e Francia di cui non si sa nulla, che coinvolge interessi enormi e che è gestito da un governo privo di legittimità politica. Si stanno addirittura permettendo di disegnare quello che potrebbe essere il futuro della nostra difesa. Insieme con la questione Fincantieri si corre il rischio di allargare l'intesa a dismisura ad altri settori strategici della nostra economia, il comparto militare ad esempio, o quello delle telecomunicazioni. Fra un governo entrante e uno uscente chi ha lo spazio di visione più ampio? Non vorrei che si finisse con lo svendere questi settori attraverso decisioni che ci stanno passando sopra la testa e che ci venderanno come grandi cose. Una cosa dovrà essere chiara. Ogni decisione assunta da questo governo in fase terminale, sarà da noi rigettata se contraria agli interessi del Paese non appena andremo al Governo". 
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