Bimba cristiana a famiglia islamica, Meluzzi: ''Mostruoso. Senza identità condannata all'oblio''

28 agosto 2017 ore 12:33, Stefano Ursi
A Londra, e non solo, divampa la polemica per la decisione dei servizi sociali di affidare una bimba cristiana di 5 anni ad una famiglia musulmana osservante. A rivelare il fatto è il giornale The Times che racconta come alla bimba sia stata tolta la catenina con il crocifisso e le siano stati subito elencati i divieti da rispettare come, ad esempio, quello di mangiare pasta alla carbonara perché in essa è presente la pancetta; molti dei membri della famiglia - si legge - non parlerebbero inglese ma solo arabo. Il caso sta scatenando reazioni molteplici in tutta Europa e in queste ore si è immediatamente riacceso il dibattito sul tema e c'è da attendersi che la polemica divampi ancora di più e che arrivi, come sempre, a toccare il tema dell'integrazione, mai come oggi caldissimo in tutta Europa. Su questo tema IntelligoNews ha chiesto il parere del prof. Alessandro Meluzzi, psichiatra.

Bimba cristiana a famiglia islamica, Meluzzi: ''Mostruoso. Senza identità condannata all'oblio''
Alessandro Meluzzi
Come commenta la decisione dei servizi sociali di Londra?

''Mi pare una prospettiva che definire mostruosa è dire poco. Anche perché l'Islam, diversamente da altre religioni, è anche un grande sistema giuridico e quindi la bimba non è stata affidata ad una famiglia in cui esiste una normale condizione di dialogo interreligioso, ma è stata consegnata ad una dinamica di imposizione giuridico-comportamentale drammatica, irreversibile e socialmente invalidante. Dovrà portare un velo sulla testa, non potrà mangiare il bacon a colazione, non potrà festeggiare il Natale, l'Epifania e la Pasqua perché questo, all'interno di una famiglia musulmana, non è possibile. E come si vede questo le è già stato vietato. Il fatto che Londra abbia un sindaco musulmano ci suggerisce che siamo solo all'inizio di un processo drammatico e irreversibile di islamizzazione della società occidentale, che prima si è mascherato da pluralismo religioso e dal momento in cui i musulmani diventano non maggioranza ma minoranza consistente della società, questa si consegna ad una sottomissione che sarà la grande tragedia di questo secolo''.

La legge inglese sul tema, però prevede che vengano rispettati il background culturale e religioso dei bambini per l'affidamento.

''In una famiglia islamica questo non è possibile perché in essa la legge a cui ci si sottopone prevale sempre e comunque su ogni normativa, figuriamoci su questo che è, alla fine, un dato normativo''.

Che effetti può avere questa scelta sulla bimba?

''Devastanti, ovviamente. Le vengono negate la propria cultura, identità e provenienza. E poi, anche per lei, ci sarà l'oblio''.

Alla luce di fatti come questo, si può ancora parlare di integrazione?

''Io parlerei di disintegrazione della nostra civiltà post-cristiana occidentale, post-illuminista democratica, tollerante e liberale''.

Che può fare lo Stato per evitare che avvengano scelte del genere?

''Evitare di farle: serve che vengano posti dei paletti ben precisi e che impariamo a difenderci dall'islamizzazione progressiva, prima strisciante e poi invadente, alla fine impositiva per arrivare al genocidio della nostra cultura, che è in corso. E rispetto al quale mi pare che molte anime belle della sinistra, che pure dovrebbero essersi formate alla luce del pensiero illuminista e progressista, siano disposte a subire femminicidi, stupri, violenze, sopraffazioni e ora anche l'aggressione ai nostri figli''.

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autore / Stefano Ursi
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