Legge elettorale, interviene Mazziotti (CI): "Da relatore vi dico a che punto siamo"

28 aprile 2017 ore 15:20, Americo Mascarucci
Lavori in corso in Parlamento sulla nuova legge elettorale e nel contempo per saldare le alleanze in vista delle prossime elezioni politiche. Mentre il Pd è in attesa delle primarie di domenica che dovranno eleggere il nuovo segretario del partito e il centrodestra è lacerato dallo scontro in atto fra Berlusconi e Salvini, l'area moderata cerca di riorganizzarsi, guardando anche alle elezioni francesi e al successo del centrista e liberale Macron nella corsa all'Eliseo. Ma l'incognita della nuova legge elettorale rischia di vanificare tanti progetti in campo visto che ad oggi non è ancora possibile conoscere verso quale tipo di sistema elettorale si orienterà la maggioranza del Parlamento. Nelle ultime ore era circolata l'ipotesi del cosiddetto "provincellum" ossia un sistema proporzionale incentrato sui collegi provinciali, proposta però subito scartata da Matteo Renzi che l'ha definita impraticabile.
Intelligonews ha chiesto chiarimenti in merito al presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Andrea Mazziotti, del gruppo Civici e Innovatori nonché relatore della nuova legge elettorale, ora che hanno ripreso a circolare ipotesi di possibili elezioni anticipate.
Legge elettorale, interviene Mazziotti (CI): 'Da relatore vi dico a che punto siamo'

Si torna a parlare di elezioni anticipate, forse ad ottobre, ma intanto ancora non c'è una legge elettorale all'orizzonte. Se l'ipotesi delle urne in autunno dovesse concretizzarsi, Civici e Innovatori come si presenterà, e soprattutto dove si collocherà?

"Stiamo osservando ciò che accadrà da qui ai prossimi mesi, con particolare riguardo alla nuova legge elettorale. La nostra è una connotazione liberale e riformista e in quest'area ci sono una serie di iniziative allo studio e in fase di sviluppo E’ chiaro che queste realtà e queste iniziative dovranno essere aggregate. Credo sia difficile farlo prima di conoscere come si orienterà la nuova legge elettorale e le coalizioni che si andranno a formare. E’ una fase questa in cui tutti stanno lavorando politicamente, ma senza una reale organizzazione. Tanto nel centro-sinistra che nel centro-destra ci sono situazioni confuse e suscettibili di mutazioni. La legge elettorale sarà lo spartiacque essenziale per capire cosa accadrà dopo. Finché non sapremo se si andrà verso un premio di lista o di coalizione sarà difficile collocarsi. Di certo la nostra area di riferimento sarà l’area moderata, liberale e riformista, su questo non ci sono dubbi". 

Verso quale modello di legge elettorale vi state indirizzando?

"Nel nostro gruppo convivono posizioni diverse: c’è chi vuole il proporzionale puro come l’onorevole Menorello che ha presentato una proposta in tal senso, e chi come me invece preferisce il maggioritario. La nostra posizione è realistica. Riteniamo serva una legge elettorale omogenea per Camera e Senato come hanno evidenziato a più riprese tanto il Capo dello Stato che la Corte Costituzionale. Siamo poi convinti che rispetto all'Italicum, vadano trovati dei meccanismi di riavvicinamento fra candidati e cittadini. C’è chi ritiene necessario reintrodurre le preferenze e chi come me invece preferirebbe dei collegi uninominali. Premesso ciò io sono il presidente della commissione Affari Costituzionali e il relatore sulla legge elettorale e sto portando avanti un lavoro di sintesi. In questo momento la priorità è avere un sistema elettorale omogeneo per entrambi i rami del Parlamento e a questo stiamo lavorando. Quello che ci piace è relativo".  

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