Meningite, morta maestra a Roma. Prof. Aiuti: "Differenza tra meningococco C e escherichia coli"

28 dicembre 2016 ore 13:28, Adriano Scianca
"Più vaccinati ci sono e meno possibilità ci sono anche per i non vaccinati di contrarre la meningite, perché il meningococco e il pneumococco girano meno". È l'opinione del professor Fernando Aiuti, allergologo, immunologo, reumatologo ed infettivologo, che a IntelligoNews spiega: "Non c'è emergenza, ma non abbassiamo la guardia".

Sembra che la maestra di Roma morta in questi giorni avesse contratto una forma di meningite  dovuta al batterio escherichia coli. Non si tratterebbe, quindi, di meningite da meningococco e non sussisterebbe il rischio di contagio. Può chiarirci le idee, professore?

Meningite, morta maestra a Roma. Prof. Aiuti: 'Differenza tra meningococco C e escherichia coli'

«Ci sono forme più contagiose, ovvero che sono in grado di passare da una persona all'altra con facilità, e sono meningococco e stafilococco, sono le più pericolose perché possono creare delle miniepidemie. Per quanto riguarda il caso di Roma, se è vero che si tratta dell'escherichia coli, bisogna dire che è un germe prevalentemente endogeno, una persona si infetta quasi da se stessa. Sta nelle urine, nelle feci, è quasi impossibile che si possa trasmettere da una persona all'altra. Ovviamente in questo caso si tratta di un'infezione quasi sempre creata da difetti immunitari, perché il coli non è un germe molto pericoloso, può dare problemi solo in persone immunocompromesse. Questo non significa che dobbiamo abbassare la guardia, dobbiamo fare i vaccini contro le malattie per le quali c'è un vaccino».

Ma il fatto che se ne senta sempre più spesso parlare è un'impressione mediatica o corrisponde a un'emergenza reale?

«Tranne il caso della Toscana, l'andamento dei casi del 2016 è quasi identico a quello degli anni precedenti. Circa 600 casi di meningite ci sono stati sempre, in Italia. C'è una maggiore attenzione mediatica anche perché a volte sono stati colpiti bambini e quindi l'attenzione generale è salita. In Toscana c'è un problema, ma la regione ha optato per una vaccinazione di massa gratuita, quindi è probabile che la situazione torni presto sotto controllo».

Si è parlato dell'influenza dell'immigrazione: è fantamedicina o c'è qualcosa di vero?

«No, non c'entrano niente gli immigrati, anche perché nel Lazio e in Lombardia gli immigrati sono più che in Toscana. Lì si è creata una circolazione di meningococco C in parte dovuta al fatto di un sempre più alto numero di non vaccinati. Ricordiamo che più vaccinati ci sono e meno possibilità ci sono anche per i non vaccinati di contrarre la meningite, perché il meningococco e il pneumococco girano meno. Sono organismi che circolano se molte persone non sono vaccinate».

Quindi va ribadita l'importanza dei vaccini...

«Le vaccinazioni contro meningite e pneumococco sono facoltative, vengono offerte ai genitori dei bambini, non sono nel pacchetto obbligatorio, sta alla sensibilità di medici e genitori. Molto importante è la vaccinazione contro le pneumocco, che protegge contro la polmonite e rare forme di meningite. È importantissima per le persone sopra i 65 anni. Dovrebbe essere fatta insieme a quella dell'influenza (la differenza è che questa viene fatta una volta nella vita). Peraltro nella regione Lazio è offerta gratuitamente dai medici di famiglia. Non si capisce perché la fa solo il 10% di quelli che dovrebbero farla, dato che miete un sacco di vittime. È un problema di scarsa comunicazione e paura dei vaccini».
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