Terrorismo, Souad Sbai: "In Italia come scorpioni. Non credo al rischio batteriologico"

28 febbraio 2017 ore 13:32, Adriano Scianca
"L'allarme terrorismo? Io lo dico da 15 anni". Souad Sbai non ha difficoltà a credere all'allarme lanciato dagli 007 italiani. E a IntelligoNews spiega: "Occhio al proselitismo nelle carceri".

Terrorismo, Souad Sbai: 'In Italia come scorpioni. Non credo al rischio batteriologico'

Ha sentito l'allarme del Viminale?

«In Siria non si combatte più e ora quei combattenti devono tornare da dove sono partiti. Io sono anni che lo dico, questo è un problema. Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Adesso se ne accorgono. Mi verrebbe quasi da essere controcorrente e dire che non è vero, come dicevano loro quando eravamo noi a lanciare quest'allarme. Sono 15 anni che denunciamo quello che sta accadendo in Italia e in Occidente».

Nel rapporto di parla anche di rischi batteriologici...

«Loro sono pronti a tutto, come lo scorpione che ha paura e quindi colpisce. Io non credo tanto all'attacco batteriologico, ancora. In questo momento non sono così preparati. Ma se c'è qualche Paese molto ricco può consegnargli anche queste armi. Io comunque i foreign fighters che tornano li metterei in carcere, possibilmente non tutti insieme, perché in quel modo possono fare proselitismo».

Intanto le periferie, in Francia e Svezia, vanno a fuoco. C'è un legame?

«È un dejà vu, l'estremismo ha sempre acceso un po' le periferie quando hanno bisogno le accendono, a comando. O decidiamo di fare un controllo a tappeto e mandare a casa chi non è desiderato, oppure creiamo nuovi luoghi di proselitismo in carcere».

Ha visto che in America hanno premiato un film sui Caschi bianchi, organizzazione accusata di essere legata ad Al Nusra?

«Il radical chic del cinema e della cultura è sempre più realista del re. Per me chi ha contatti con al Nusra è sempre un presunto terrorista. Ma non dimentichiamo che i petrodollari arrivano anche agli Oscar».

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