Pd, Pasquino: “Il partito si liberi subito di Renzi per Letta o Franceschini”

28 giugno 2017 ore 17:11, intelligo
Prima Renzi esce di scena, meglio è per il partito e per i suoi elettori reali e potenziali: è il parere deciso consegnato a IntelligoNews dal politologo Gianfranco Pasquino, ex senatore della sinistra. Per il dopo Renzi, Pasquino
Pd, Pasquino: “Il partito si liberi subito di Renzi per Letta o Franceschini”
vede in campo Franceschini e Letta.

Il fuoco incrociato su Renzi può essere letto come uno stop sulla via del ritorno a Palazzo Chigi?

Il segretario dovrebbe già avere rinunciato a pensare a Palazzo Chigi. Doveva lasciare il 4 dicembre e tornare a fare altro, avendo detto che ci sono molte cose fuori dalla politica. Molto dipende da quanti voti e seggi il Pd otterrà nelle elezioni che adesso il segretario pospone addirittura a maggio-giugno dell’anno prossimo, dopo averle fermamente volute per settembre-ottobre. Certo è che l’immagine e il potere di Renzi sono drammaticamente logorati.

Che sensazione le lascia la polemica a distanza tra Renzi e Romano Prodi?

Renzi è un uomo che replica sempre in maniera sgradevole. Prodi è stato un po’ affannato e affrettato: aveva commesso l’errore di dire che appoggiava il referendum, dopodiché – mi è capitato di leggere – c’è stato un incontro tra i due a casa  di Arturo Parisi. Prodi ha evidentemente sopravvalutato la propria capacità di convincimento e sottovalutato l’ostinazione di Renzi. Era un dialogo che non andava da nessuna parte. 

I critici di Renzi rimproverano al segretario di essere divisivo e di non lavorare per una coalizione ampia, lui replica che con le coalizioni troppo ampie non si governa. Chi ha ragione? 

Le coalizioni non devono necessariamente essere ampie ma raggiungere la maggioranza dei seggi in Parlamento. Secondo: un segretario di partito lavora anzitutto al suo partito, cosa che Renzi non ha fatto né quando era capo del governo, né durante la campagna per tornare a fare il segretario, né da quando è stato rieletto alla guida del Pd. Renzi si disinteressa sistematicamente del partito perché pensa che è la sua persona che acchiappa voti – e sbaglia. Terzo: è lampante che nel Pd c’è qualcuno più bravo di lui a fare coalizioni. Questo Renzi teme, che si trovi qualcuno che dica: “Io sono grado di convincere parte del centro e parte delle sinistre, sono più pacato di te nei rapporti tra alleati e più efficace come governante”. 

Chi può essere, Enrico Letta?

In questo momento ci sono due esponenti del Pd preferibili a Renzi: uno è Dario Franceschini, che non lo nasconde in nessun modo, l’altro è sicuramente Letta. Quest’ultimo ha il vantaggio di essere conosciuto e apprezzato in Europa e in generale a livello internazionale, parla bene l’inglese e il francese, ha un atteggiamento di collaborazione con le istituzioni comunitarie. Franceschini ha dalla sua che è in Italia, è stato un buon ministro dei Beni culturali, è in un certo senso al punto giusto della carriera: molti ritengono che sia in grado di salvare il partito meglio di Letta, il quale in fondo segretario di partito non è mai stato, al massimo è stato vicesegretario.

Ha una preferenza personale tra i due?

A me piace qualcuno che sia più vigoroso ed esplicito: a entrambi chiederei di essere più decisi. Ho l’impressione che Franceschini lo sia in misura superiore, mentre Letta ha una visione di tipo europeo più vicina alla mia. Se dovesi scegliere sarei in grave difficoltà. Ma è sicuro che prima il Pd si libera di Renzi, meglio staremo tutti, anche quelli che come me non sono necessariamente elettori del Pd di Renzi.

#Pd #Renzi #Franceschini #EnricoLetta

autore / intelligo
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