Macron nazionalizza, Rinaldi: ''Italiani incaz...ti e occhi aperti su Eni''

28 luglio 2017 ore 12:25, Stefano Ursi
RHa fatto scattare una polemica enorme la decisione della Francia di nazionalizzare i cantieri navali Stx da parte del governo francese, chiudendo di fatto la strada a Fincantieri che aveva acquisito il 66%. E poi, sempre da Parigi, la decisione unilaterale di creare degli hotspot in Libia per i migranti, per stabilirne lo status prima della eventuale partenza o meno. È un muro contro muro quello che contrappone le posizioni di Francia e Italia, nonostante le dichiarazioni di circostanza di queste ore e i flebili riavvicinamenti prodotti dall'intervento del Governo Italiano. Su questo IntelligoNews ha sentito l'economista Antonio Maria Rinaldi.

Macron nazionalizza, Rinaldi: ''Italiani incaz...ti e occhi aperti su Eni''
Antonio Maria Rinaldi
Cantieri Stx nazionalizzati dal governo francese e hotspot, sempre francesi, in Libia per i migranti: Italia sotto scacco della Francia?

''Non è una notizia di oggi, da sempre noi siamo sotto scacco francese. E da quando abbiamo iniziato a pensare all'Europa siamo anche sotto scacco dei tedeschi. Io ribalterei però la questione: non dobbiamo prendercela con tedeschi e francesi, il problema è nostro, siamo noi a non essere in grado di controbattere. L'Italia, per esempio, negli ultimi anni è stata considerata un outlet a cielo aperto, dove sono venuti a fare shopping a prezzi di saldo nella totale, e sottolineo totale, indifferenze delle Istituzioni, che non hanno alzato un dito. Dunque la colpa non è dei francesi, che fanno benissimo a fare quello che fanno, tutelano i propri interessi, siamo noi non in grado di fare i nostri. La domanda è se questo avviene per incapacità da parte della classe politica italiana, visto che in Europa c'è la gara a fare i propri interessi, oppure c'è connivenza? Occorre capire se esiste ancora un residuo di sovranità nazionale: mi pare che in Europa si faccia la corsa a chi ne ha di più, e allora non capisco perché noi non possiamo esercitarla per fare gli interessi nazionali''.

La decisione del governo francese peraltro è stata unilaterale...

''E poi vorrei capire perché i sudcoreani andavano bene e gli italiani no, per di più con Fincantieri che è uno dei leader mondiali del settore, che a maggior ragione sarebbe dovuto andare bene rispetto al partner coreano. Qui c'è qualcosa che va oltre. Allora si dica palesemente che l'Unione Europea è un'associazione a delinquere, che serve solo a fare gli interessi di qualcuno a discapito di altri, utilizzando le regole europee per sottomettere alcuni Paesi a partire dall'Italia; vorrei sapere dove sono andati a finire i manifestanti nostrani pieni di giubilo al momento dell'elezione di Macron: oggi che dicono? Mi pare che siamo davanti ad un nazionalista e populista cento volte più della Le Pen''.

Se questa decisione fosse stata presa da un governo a guida Le Pen, sarebbero scattati subito gli appellativi 'fascista' e 'populista'.

''Esatto. Macron ha dimostrato di andare molto oltre la Le Pen, e ciò che significa che sono tutti dei paraventi e i soli che ci credono, o che devono crederci, sono gli italiani. Però c'è una cosa estremamente positiva; ho notato che il sentimento degli italiani, fino a poco tempo fa di indifferenza, è cambiato. Sui social non si può scrivere, ma io lo dico lo stesso: gli italiani questa volta si sono incazzati. Stavolta si è andato a toccare un nervo scoperto dell'orgoglio nazionale, perché i francesi hanno fatto carne di porco in Italia. Ieri ho lanciato personalmente un appello a Gentiloni: visto lo schiaffo di Macron andiamo a rivedere tutti i dossier delle acquisizioni francesi degli ultimi vent'anni e laddove ci sono gli stessi presupposti dei francesi, cioè la tutela degli interessi nazionali, anche noi procediamo con la nazionalizzazione. In omaggio alla reciprocità. Siamo reciproci oppure siamo alla frase del Marchese del Grillo 'io sono io e voi non siete un...'?''

A molti, parlando di nazionalizzazioni, viene in mente anche l'Unione Sovietica...


''In realtà sono famose le nazionalizzazioni dell'energia elettrica del Governo Fanfani nel 1962, quindi al di là di tutto laddove c'è un interesse nazionale si può capire, il problema dei francesi è che prima ci hanno detto di sì e poi di no. Da romano mi viene in mente che chi ci ripensa è... Ripeto, non capisco perché i problemi ci sono con Fincantieri e non con il partner coreano fallito. Forse perché Fincantieri così diventa troppo grande e inizia a creare problemi sul mercato internazionale. E poi una cosa vorrei aggiungere; anni fa sono stato Direttore Generale della Capogruppo Finanziaria dell'Eni, il mio timore è che la prossima preda della Francia possa essere l'Eni. E questo ha una portata ancora più grande se pensiamo che gli hub in Libia sono di Eni e quindi mettiamo in guardia la classe dirigente politica che se pensa di cedere l'Eni ci saranno le barricate in mezzo alla strada. L'Eni non si tocca''.

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autore / Stefano Ursi
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