Legge vaccini, prof. Aiuti: ''Ora rischio file e rinunce. #Freevax non scientifici''

28 luglio 2017 ore 21:12, Stefano Ursi
Il decreto sui vaccini è legge. La Camera dei Deputati ha infatti approvato in via definitiva il ddl di conversione del decreto voluto dal governo e dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Voti a favore 296, contrari 92 e astenuti 15. E nel frattempo divampa ancora la polemica relativamente al provvedimento: chi vince e chi perde con l'approvazione del decreto? Come e in quali tempi verrà applicato? Queste domande IntelligoNews le ha poste al prof. Fernando Aiuti, immunologo: ''Vincono i cittadini. La scienza è prioritaria rispetto alla politica''.

Legge vaccini, prof. Aiuti: ''Ora rischio file e rinunce. #Freevax non scientifici''
Fernando Aiuti
Il decreto vaccini è legge: chi vince e chi perde?

''Vincono i cittadini, anche se io ripeto quel che ho già più volte detto, e cioè che il decreto legge Lorenzin iniziale era migliore di quello approvato dai due rami del Parlamento. Peraltro mi sono sentito di ascoltare per radio alcuni interventi da parte delle forze di opposizione, M5S e Lega, che senza alcuna competenza richiamavano problemi completamente non scientifici a difesa della propria posizione. Capisco quindi che si tratta di una posizione soltanto politica e non su basi scientificamente motivate e questo è molto grave, perché se i cittadini mandano in Parlamento deputati che fanno opposizione in quanto tale, significa che c'è qualcosa che non funziona. Uno può votare contro, astenersi ma dire per esempio che l'epidemia di morbillo in Veneto non è così alta e minimizzare sul fatto che avanza in altre regioni fa pensare che qualcuno non ha ancora digerito il problema dell'Italia unita, dopo duecento anni. Trent'anni fa morivano 500/600 persone l'anno di tetano e difterite, tanto per richiamare l'argomentazione che ho sentito relativa all'immunità di gregge su queste patologie, mentre oggi non si muore più: questi sono numeri che non si possono discutere. Questo è grazie ai vaccini. Meno male che è stato messo il voto di fiducia, ma si può fare solo così''.

Secondo lei sarà necessaria un'azione comunicativa efficace per accompagnare la legge?

''Certamente, ma non solo. Ci vorrà anche un'azione organizzativa, perchè io non credo che il servizio sanitario nazionale, il comparto Asl preposto alle vaccinazioni, nonostante tutti gli aiuti che si possono dare sia pronto per una vaccinazione di massa. Per evitare le file, gli appuntamenti a distanza di mesi: perché poi c'è qualcuno che non può iscrivere il figlio a scuola perché la vaccinazione è stata messa il 15 novembre e si va troppo in là. Vanno potenziati i servizi. Risentiamoci a dicembre o gennaio, e vedrà che sarà così: molte persone chiameranno i media per dire che vorrebbero vaccinare i figli ma fanno file talmente lunghe che alla fine si scocciano. Ci vuole un'organizzazione capillare a livello delle Asl. Ho sentito alcuni interventi in aula in cui si diceva 'sì in Toscana qualche caso di meningite...': perché quelli morti e ricoverati non erano loro parenti. Se fosse capitato a qualche parente, amico o compagno di scuola dei figli sarebbero corsi a farla. Farò una lista nera di quelli che hanno parlato in aula contro i vaccini anche se, lo dichiaro senza problemi, io sono sempre stato un uomo di centrodestra: ma non mi interessa nulla, la scienza è prioritaria rispetto alla politica''.


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autore / Stefano Ursi
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