Poletti, Ferrero (Rc): "Delega a politiche giovanili premio del governo alle fesserie"

28 marzo 2017 ore 12:42, Andrea Barcariol
"Si trova più lavoro giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum". Un'altra frase del ministro Poletti, dopo quella famigerata sui bamboccioni, ha scatenato la polemica politica con tanto di richiesta di dimissioni da parte del M5S. IntelligoNews ha chiesto a Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, il suo punto di vista sulla vicenda.

Poletti ancora nella bufera per la frase sui curriculum pronunciata durante un incontro con gli studenti in una scuola di Bologna. Che idea si è fatto?


"Poletti dice esattamente le cose che pensano lui e tutti i ministri, gli altri semplicemente non lo fanno. Ha detto chiaramente che il tema della capacità di avere relazioni, e quindi di farsi raccomandare, è più importante rispetto a saper fare le cose".

Quindi lei il termine relazioni lo associa a raccomandazioni?

''Poletti dice la verità, in un mondo privo di diritti vale la raccomandazione e non il merito. Questa è l'Italia, Poletti fa il ministro di questa cattiva Italia che noi vorremmo cambiare. Gentiloni, Renzi, non lo dicono perché sono più svegli, ma la pensano esattamente allo stesso modo. Quelle che appaiono come gaffe in realtà sono verità, questo è quello che stanno combinando con il Jobs Act. Si trova lavoro e si mantiene il lavoro solo se si ha la raccomandazione".

In molti stanno chiedendo le dimissioni per questa frase. Un'esagerazione?

''Il problema è che la politica complessiva del governo merita le dimissioni, per il Jobs act meritano le dimissioni".

Come si fa a trovare lavoro in questa Italia?

Poletti, Ferrero (Rc): 'Delega a politiche giovanili premio del governo alle fesserie'
''E' quasi impossibile, bisogna cambiare le politiche. Qui si stanno mettendo in evidenza le abilità dei disoccupati, come se fossero dei cercatori d'oro alla ricerca di pepite rare. E' necessario che lo Stato faccia delle politiche per creare posti di lavoro. La strada è molto semplice: abolire la legge Fornero, mandando gli uomini in pensione a 60 anni e le donne a 55, in questo modo ci sarebbe subito un milione di posti. Lo Stato dovrebbe finanziare la riduzione dell'orario di lavoro, fare lavori di pubblica utilità nei settori che servono, penso alla Sanità, all'istruzione. Il compito è creare posti di lavoro e lo Stato è l'unico che lo può fare. Le imprese invece producono solo il lavoro che serve a fare merci per gli acquirenti. Se la gente non arriva alla fine del mese è evidente che gli acquirenti sono pochi. Lo Stato può mettere a lavorare delle persone anche se fanno un lavoro che non è immediatamente vendibile, come l'assetto del territorio. Il ruolo dello Stato è stato alla base del miracolo economico del dopoguerra. Le imprese non sono in grado di produrre lavoro, si fanno concorrenza tra di loro e licenziano la gente''.


Dopo la frase sui bamboccioni che scatenò feroci polemiche, al ministro Poletti è stata anche data la delega alle politiche giovanili. Cosa ne pensa?

''Il fatto che lo premino per le stupidaggini che ogni tanto racconta la dice lunga sulle capacità del governo. Le fesserie che dice Poletti sono patrimonio di tutto il governo, altrimenti non lo premierebbero, evidentemente lo considerano il migliore tra di loro".


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