Welfare dei Millennials ed Europa, Mazziotti: "Perché sia un Paese per giovani"

28 marzo 2017 ore 13:53, Fabio Torriero
In occasione delle celebrazioni per i 60 anni dai Trattati di Roma del 1957, l'Europa guarda al momento storico attuale e al futuro: ed ecco che cresce l'esigenza di un'Europa che si orienti verso una dimensione più sociale, attenta ai bisogni dei più deboli e delle fasce di popolazione che maggiormente hanno risentito della crisi e dell'impennata della disoccupazione, come, ad esempio, i cosiddetti ''millennials'', ovvero i giovani di oggi alle prese con una sempre maggiore difficoltà nel trovare lavoro. Del loro welfare e delle possibilità di ricostruire un legame fra giovani e lavoro, si parlerà nella seconda tavola rotonda dei dialoganti di Obiettivo Italia, intitolato appunto ''Il Welfare dei Millennial'', che si terrà il 10 Aprile a Roma, presso il Centro Congressi Roma Eventi Fontana di Trevi. Fra i relatori Andrea Mazziotti (Civici e Innovatori), deputato e avvocato, a cui IntelligoNews ha chiesto di approfondire l'argomento. 

Welfare dei Millennials ed Europa, Mazziotti: 'Perché sia un Paese per giovani'
Andrea Mazziotti
Dalle celebrazioni di Sabato scorso è emersa l'esigenza di una nuova Europa più sociale. Necessità o solo annuncio?

''Credo sia una necessità, perché le difficoltà sociali di questo periodo sono state molto spesso imputate all'Europa, erroneamente, perché sono le colpe degli Stati ad aver provocato la crisi sociale, ma l'Europa ha contribuito poco a risolverla. E' fondamentale dare ai cittadini l'idea che l'Europa è importante, non solo per i risultati che ha ottenuto ma anche per il contributo che può dare sotto il punto di vista del sociale. Ci vorranno dei progetti in questo senso e come sempre non sarà facile per via delle differenze che esistono fra i diversi Paesi europei, ma credo sia una necessità per la sopravvivenza dell'Europa far capire ai cittadini la sua importanza''.

Si può contemperare il rigorismo dei conti pubblici con la politica di sviluppo?

''Assolutamente sì, perché una cosa sono il rigore dei conti e la sana gestione, un'altra è fare programmi per un welfare efficace per la tutela dei più deboli: le due cose sono totalmente compatibili. Spesso chi se la prende con l'Europa sul rigore non lo fa per le giuste ragioni, ma per difendere comportamenti molto poco virtuosi tenuti in precedenza. Quindi il punto è essere rigorosi, ma con un'impostazione che permetta di promuovere la crescita da una parte e tutelare i più deboli dall'altra: dunque, per tornare alla sua domanda, è assolutamente contemperabile''.

A proposito di welfare, giovani e lavoro, sappiamo che parteciperà ad un convegno il 10 Aprile sul welfare dei Millennials: i giovani hanno bisogno di questa speranza collegata all'Europa.

''Certamente. L'Italia, in particolare, è un Paese non per giovani, nel senso che tutto il nostro sistema tutela certamente le generazioni più grandi. Io ho presentato, su questo, una proposta di legge costituzionale per introdurre in Costituzione il principio della non discriminazione fra le generazioni in materia pensionistica, in quanto questa è una delle materie in cui il problema è più grande; ricordiamo che più di una volta il presidente dell'Inps Boeri ha detto che i trentenni di oggi rischiano di andare in pensione dopo e con meno soldi. Questo è il tema del futuro, sia per il welfare dei millennials che oggi non hanno lavoro sia per quando saranno in un momento più avanzato della loro età. Il convegno è importantissimo, perché ci saranno delle presenze di altissimo livello come, fra gli altri, lo stesso Boeri, la Fornero e la senatrice Catalfo ovvero la firmataria della proposta del Movimento 5 Stelle relativa al reddito di cittadinanza, che è indubbio essere sul tavolo e argomento importante. Sarà un momento di confronto di grande rilievo ed è il secondo di Obiettivo Italia; credo sarà molto utile perché sarà un dialogo, come peraltro si prefigge questa serie di convegni, e non un incontro di slogan politici''.

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