Cannabis terapeutica, Tinelli (S.Patrignano): "Finirà come col viagra. Poi c'è già il Decreto Turco"

28 settembre 2017 ore 17:23, Americo Mascarucci
E' arrivato oggi alla Camera il testo base sulla cannabis riguardante esclusivamente l'uso terapeutico. E' stata definitivamente archiviata la parte sulla legalizzazione, dopo lo stralcio nelle commissioni Affari sociali e Giustizia. Soddisfatti ma non troppo i Radicali italiani e l'associazione Luca Coscioni sulla base del principio "meglio poco che niente". Ma c'è chi ritiene che alla fine questa legge in qualche modo renda più facile l'accesso alla cannabis anche per scopi non strettamente legati all'uso terapeutico. Intelligonews ha chiesto un parere ad Antonio Tinelli presidente della Comunità di San Patrignano impegnata nel recupero delle persone tossicodipendenti.
Cannabis terapeutica, Tinelli (S.Patrignano): 'Finirà come col viagra. Poi c'è già il Decreto Turco'

Nella legge non si parla più di legalizzazione ma di uso terapeutico della cannabis. Vede comunque dei rischi?

"Il decreto del ministro Livia Turco sulla cannabis terapeutica ha reso tranquillamente legale la somministrazione della cannabis come prodotto farmacologico già dieci anni fa. Oggi sulla base di una serie di emendamenti si è tentato di definire meglio l'ambito. La cannabis terapeutica per altro viene coltivata a Firenze dall'esercito italiano. Il problema sta nel fatto che continuare a parlare di questo tema è motivo di preoccupazione e tensione, perché fa percepire l'utilizzo della cannabis soprattutto fra i giovani come normalizzato e accettato. Quindi aumentano diffusione e pericolosità".

Non c'è il rischio che la cannabis terapeutica diventi un pò come il viagra? Si va da un medico amico, magari pure compiacente, e questo prescrive il farmaco senza difficoltà. 

"Certo che è un rischio, ma il rischio riguarda anche la commercializzazione del prodotto che non sarà più solo appannaggio della farmacia, ma come già avviene con il metadone e gli psicofarmaci transiterà anche attraverso un mercato parallelo ed illegale. Poi resterà da capire la modalità di assunzione. Sarà una compressa? No, probabilmente sarà venduta sotto forma di polvere di fluorescenza, incapsulata o meno, tolgo la capsula e la fumo. Abbiamo seri dubbi poi sulla validazione scientifica del prodotto in termini di utilità farmacologica".

Si può considerare la droga una medicina nel momento in cui si cerca di far uscire dal tunnel della tossicodipendenza tanti ragazzi?

"Non abbiamo visto studi scientifici sufficientemente accreditati in grado di certificare che la cannabis è più efficace di altri farmaci regolarmente in commercio. Nella migliore delle ipotesi, laddove non è stato stabilito che vi sono effetti collaterali dannosi, non abbiamo comunque la certezza che produca gli stessi risultati dei farmaci tradizionali prescritti per le stesse patologie. Quindi siamo assolutamente contrari, perché ritenamo che con questa legge si finirà con l'abbassare ulteriormente la guardia sul pericolo rappresentato dalle droghe. La criminalità organizzata si organizzerà per portare droga sempre più potente nel mercato clandestino a basso costo, determinando l'aumento della domanda. Il risultato ad oggi è che noi in comunità, in funzione di un avvicinamento alle droghe sempre più precoce, abbiamo un aumento del 100% dell'ingresso di giovani di età compresa fra i 13 e 17 anni. A causa di una percezione sempre più bassa del rischio abbiamo registrato un aumento di droghe sempre più mortali. In Veneto in tre mesi abbiamo avuto 10 morti per overdose. E tornata anche l'eroina. Si comincia purtroppo sempre con la cannabis. I giovani che entrano a San Patrignano hanno iniziato tutti con spinelli e hashish".

Voi disintossicate i giovani dalla droga, non con la droga. Il principio secondo cui si può curare con la droga quanto rende più difficile i percorsi di recupero?

"Sinceramente non vediamo la necessità di sperimentare le droghe per finalità farmaceutiche dal momento che siamo scientificamente convinti che queste provochino danni neurologici seri. Ad ogni modo riteniamo che gli eventuali effetti collaterali sono comunque sproporzionati e maggiori rispetto al beneficio che potrebbero arrecare. Il gioco insomma non vale la candela. Non servono droghe che possano curare di fronte ad un panorama farmacologico già di per sè molto ricco". 
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